In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Sciopero degli affitti nelle case Ater di via Negri

Controsoffitti degli ultimi piani da rifare. Gli inquilini minacciano di non pagare i canoni all’Ater fino a che non saranno riparati

2 minuti di lettura
L'assemblea degli inquilini di via Negri (Foto Bruni) 

TRIESTE Scoperchiano le case. In via Negri succede l'inimmaginabile: l'Ater deve rifare tutti i controsoffitti degli ultimi piani perché sono a rischio crollo. E qui, ormai, tra gli inquilini, si scatena la rivolta: minacciano di non pagare l'affitto fintanto l'ente non riparerà tutto. Una trentina di residenti si sono riuniti l'altra sera per fare il punto sui lavori avviati, o almeno annunciati, dopo quanto venuto a galla in queste settimane sui condomini consegnati alle persone in condizioni allarmanti. In questi giorni, confermano gli abitanti dei caseggiati di Coloncovez, «ci sono stati sopralluoghi, ma solo sporadici, grazie al caos suscitato dal giornale». Ma di fatto, è la denuncia corale, non è stato riparato ancora nulla. Siamo all'anno zero.

 

Lo scandalo delle case Ater di via Negri

 

Sopralluoghi, dunque, cominciando proprio dai controsoffitti. In alcuni è iniziata la messa in sicurezza. «Li hanno fissati, nel frattempo, con dei pezzi di alluminio», riferisce la signora Cristina Lepore, che abita al civico 15. Lei, come altri, per ora ha le travi in casa.

 

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Trieste, fallita a lavori in corso la ditta edile di via Negri]]

 

Poi si vedrà. Tira sempre brutta aria da queste parti e fioccano nuove segnalazioni: gente arrabbiata per vetri rotti, caldaie che spandono, ascensori in tilt e crepe sulle facciate dei palazzi. Marisa Bertocchi, che guida la protesta, è su tutte le furie: «Mi hanno detto che verranno gli operai a fare i buchi per riparare i muri che ho sopra la testa...ma io cosa devo fare? Devo vivere in un cantiere? E pensare che io avevo appena dipinto tutto». Hicham Fettache, originario Marocco, ha ricevuto l'alloggio appena tre mesi fa. «Le pareti sono di cartongesso, sopra si muove tutto, entra l'aria e l'intera struttura balla».

Qualcuno, nella concitata riunione dell'altra sera, promette che non pagherà il canone di affitto. «Con alloggi in queste condizioni i nostri soldi non li avranno», urla qualcuno. Elena Ambrosino mantiene a stento la calma: «Il problema è che non abbiamo alcun tipo di risposta su tutto il resto: caldaie che spandono, serramenti, ascensori. Ci stanno prendendo in giro. Continuo ad avere i vetri rotti, la centralina elettrica che ronza, piastrelle spaccate e i serramenti guasti». L'elenco è interminabile. La signora Sara Bonifacio sta al 25. Chiavi consegnate il 28 giugno. «Il battiscopa pieno d'acqua a causa delle infiltrazioni che arrivano della caldaia», racconta. Curiosa davvero la sua storia. Prima di entrare nel nuovo alloggio ha provato a dare un'occhiata. «Sa cosa ho visto? L'appartamento veniva usato dagli operai durante i lavori...dormivano qua».

 

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Gli operai di via Negri: «Lavori fatti alla carlona»]]

 

Adriana Eriani abita al civico 13 da maggio, con un figlio minorenne: »La caldaia spande, in cantina c'è una crepa nel muro ed entra l'acqua. Per non parlare del termostato: onostante io non abbia ancora acceso il riscaldamento, il contatore segna consumi». Mistero. Gianni Vidotto, residente all'11, scuote il capo. «È da agosto che mi sono trasferito qua. L'alloggio era tutto da dipingere, di notte mi sveglio con i rumori che provengono dal controsoffitto. Ho paura che cada. Vedremo cosa faranno, intanto ho chiesto che mi sistemino la veranda, silicondandola». Ma sono quei rumori dal tetto a preoccupare il signor Vidotto.

«Li ho segnalati all'Ater, mi hanno assicurato che avrebbero risolto tutto, ma in realtà nessuno sembra occuparsene. Soltanto un funzionario, il signor Slobez, si è fatto avanti. È l'unico che si sta prendendo cura della situazione. Ora stiamo a vedere cosa succede. Ma la verità - insiste - è che qui hanno messo la gente a vivere in appartamenti che non sono mai stati collaudati. Gli uffici dell'Ater ci rispondono che non hanno ancora preso in carico la manutenzione perché sono in causa con le ditte che si sono occupate dei cantieri. Ma noi a chi paghiamo l'affitto? All'Ater o ad altri». La lista dei disagi, dei danni e dei rattoppi da fare, è interminabile. Massimiliano Doglia, che vive al numero 15, deve fare i conti con gli allagamenti dell'ascensore e del vano scale. «Ho chiamato pure i pompieri». Maria Cristina Visentin ha la figlia che sta al 19: «La puzza di fogna è insopportabile, sempre peggio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori