Sale la tensione ad Aquilinia per i rifugiati in arrivo FOTO

L'incontro nella palestra di Aquilinia (foto Lasorte)

In 200 all’incontro con le istituzioni che annunciano l'imminente presenza di 20 profughi nell'ex asilo delle canossiane nella frazione rivierasca. Il teatrino non basta, pubblico dirottato nella vicina palestra

MUGGIA. «Usi pure anche le altre dita, che vedo ha, così almeno fa “ciao”"». Durante uno dei numerosi concitati momenti andati in scena mercoledì sera, il prefetto Annapaola Porzio ha risposto così ad un uomo che durante l’assemblea - svoltasi mercoledì sera - sul tema profughi stava esibendo vistosamente un dito medio nei confronti del prefetto stesso. Un episodio che testimonia, come era nell’aria, quanto l’incontro pubblico sia stato vissuto “calorosamente” dalla platea.

 

 

Massiccia la presenza di cittadini muggesani, residenti di Aquilinia ma anche di cittadini triestini che hanno affollato il teatrino della Casa Primavera di Aquilinia. Circa 200 le persone accorse. Troppe per la saletta della frazione muggesana. Tanto che ben presto il pubblico è stato dirottato all’interno della vicina palestra. Sull’arrivo dei profughi all’ex asilo delle canossiane mercoledì sera è stato confermato quanto già detto nei giorni precedenti dal sindaco di Muggia Laura Marzi. Entro questa settimana venti profughi pernotteranno per venti giorni all’interno della struttura di proprietà della Diocesi di Trieste. Qui alloggeranno durante la notte e faranno colazione al mattino. Successivamente i richiedenti asilo verranno trasportati ogni giorno con l’ausilio di personale specializzato della Caritas verso le strutture di Trieste. Alla sera i profughi rientreranno, sempre accompagnati dal personale della Caritas, che dormirà assieme agli ospiti all'interno dell’ex asilo.

 

 

Le parole già pronunciate dal sindaco Laura Marzi, dopo essersi confrontata con il prefetto, paiono comunque non aver rasserenato granché coloro i quali si erano opposti da subito all’accoglienza promossa dal parroco di Aquilinia don Paolo Iannaccone. «Nessuno crede alle parole e alle garanzie del prefetto riguardo la temporaneità della permanenza dei profughi», racconta Giorgio Jercog, portavoce del Comitato cittadini per Zaule. Per Jercog «nessuno vuole alimentare l’odio, ma purtroppo la situazione oramai è al collasso, quasi fuori controllo, con il rischio che si sfoci in atti di protesta incontrollata. Non siamo come Gorino, ma Gorino insegna».

Al termine Marzi ha colto l’occasione per tornare sulla riunione straordinaria del Consiglio comunale svoltasi a Muggia lunedì scorso stigmatizzando il comportamento di alcune persone facenti parte del pubblico: «Non posso che esprimere tutta la mia disapprovazione per dei comportamenti intollerabili avvenuti in aula. Abbiamo assistito a degli atti di violenza verbale che sono inaccettabili in qualsiasi sede ma che, essendosi verificati durante lo svolgimento del Consiglio comunale e avendone turbato l’esercizio, sono di rilevanza indiscutibilmente più seria».

Marzi ha aggiunto che «saranno gli organi competenti a verificare quanto ampiamente ripreso dalle telecamere presenti e, se se così sarà, i responsabili ne dovranno rispondere personalmente».

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