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La casa di Tito fa gola ai big di Hollywood

In vendita varie residenze diplomatiche dell’ex Jugoslavia, c’è anche l’appartamento di New York: in corsa Nicholson e De Niro

di Stefano Giantin
2 minuti di lettura
L'ampio salone dell'appartamento di Tito a New York che ora andrà sul mercato 

BELGRADO. In vendita, a disposizione di chi avrà il portafoglio più capiente e l’interesse a viverci e a respirare la storia. Sarà questo il destino di vari edifici un tempo appartenuti alla Jugoslavia, utilizzati dalla diplomazia di Belgrado e poi caduti in rovina dopo il collasso della Repubblica Federale. Tra questi, un appartamento da nababbi al 730 di Park Avenue, nel cuore di New York, per il quale sarebbero in corsa nientemeno che Jack Nicholson e Robert De Niro.

A confermare il quadro è stato nei giorni scorsi il segretario generale del ministero serbo degli Affari esteri, Veljko Odalovic, che ricopre anche il ruolo di rappresentante di Belgrado nei complessi negoziati con le altre ex repubbliche jugoslave per la spartizione delle – un tempo – proprietà diplomatiche comuni. Parlando con la Tv pubblica serba, Odalovic ha annunciato che, dopo anni abbondanti di accese discussioni e marce indietro, è stato raggiunto «un accordo» per mettere sul mercato «cinque rappresentanze diplomatiche» della ex Sfrj. Si tratta di quella di Bonn, deserta da due decenni, di quelle di Berna, Tokyo e New York, oggi utilizzata come sede della missione di Belgrado all’Onu. Per un valore totale oggi stimato in 40 milioni di dollari.

Nella lista degli immobili da vendere c’è anche un appartamento che dal 1992 è stato sprangato e sta cadendo a pezzi, ma che ancora costa alla Serbia - responsabile del suo mantenimento - «14mila dollari al mese per un totale di 2,7 milioni alla data corrente», ha precisato Odalovic. Per «tutti quegli immobili paghiamo circa 600mila euro all’anno di spese, solo per il loro mantenimento», è ora di vendere, ha aggiunto il rappresentante di Belgrado. Vendita che sarà “comune”. Secondo quanto ha raccontato la stampa belgradese, l’obiettivo è quello di pubblicare nel giro di poche settimane un annuncio su Economist e Washington Post, così da attirare compratori. Il ricavato delle vendite sarà poi diviso tra fratelli coltelli: a Belgrado dovrebbe spettare il 40% del ricavato, il resto andrà agli altri Stati ex jugoslavi secondo un calcolo deciso a Vienna già nel 2001: circa il 23% a Zagabria, l’8% a Skopje, il 14% alla Slovenia, il 15% alla Bosnia.

Resta da vedere a chi andrà l’appartamento newyorchese, acquistato per 100mila dollari nel 1975, distribuito su due livelli, con inclusi sei bagni, quattro stanze da letto, quadri di valore alle pareti ma anche tanta incuria, dopo che il prestigioso alloggio – con il violento collasso della Jugoslavia – divenne terra di nessuno. Abbandonati in giro per il “duplex”, una biografia di Tito e polverosi dossier. Il valore dell’immobile? Negli anni scorsi era stato valutato tra i 15 e i 20 milioni di dollari, un prezzo “onesto” per un pezzo di storia. Pezzo che potrebbe finire nelle mani di due giganti della cinematografia Usa. Secondo la stampa serba infatti sarebbe prossima una vera e propria gara per accaparrarsi l’appartamento.

In pole position Jack Nicholson, che già negli anni passati aveva svelato di volerci fare un pensiero. E ora anche Robert De Niro, ha scritto il quotidiano popolare Alo citando fonti governative ben informate. De Niro sarebbe un «potenziale compratore» in impaziente attesa della pubblicazione dell’annuncio di vendita.

D’altronde, perché sorprendersi. «Mi ricordo i tempi di quando ero a Belgrado», ai tempi della Jugoslavia, «era fantastico», disse De Niro a Belgrado nel 2008, ironizzando sul fatto di essere «in parte serbo». E forse anche un po’ jugonostalgico, se riuscirà a mettersi in tasca le chiavi di quello che fu un lussuoso appartamento, al 730 di Park Avenue.

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