I vini cormonesi in Malesia e Dubai

Sono solo due dei 44 Paesi del mondo dove vengono esportati i prodotti di Angoris

CORMONS. Una realtà da 600 ettari capace di esportare il proprio nome e quello di Cormons in 44 Paesi del mondo, Emirati Arabi, Malesia e Thailandia compresi. E' quella della Tenuta Angoris, che sabato ha salutato la conclusione del tradizionale periodo vendemmiale ospitando l'annuale incontro "Voci dal vigneto", appuntamento dedicato al festeggiamento della fine del periodo agricolo più importante per il settore vitivinicolo ed occasione anche per fare un punto sulle attività dell'azienda della famiglia Locatelli. Alla quale sono andati il ringraziamento e l'incoraggiamento, fra gli altri, anche del sindaco Luciano Patat e dell'assessore regionale all'agricoltura Cristiano Shaurli. A fare gli onori di casa è stata Marta Locatelli, titolare della Tenuta di Angoris: «Ho la grande fortuna di guidare un'azienda capace di espandersi nel mondo: oggi sono 44 i Paesi dove è possibile trovare il nostro vino, e sempre più spesso mi capitano episodi di amici in vacanza in qualche angolo della Terra che mi inviano foto sui social di nostre produzioni incontrate nei luoghi dove si trovano in quel momento».

E proprio i vini dell'azienda sono stati i grandi protagonisti della serata, con gli ospiti che nel corso dell'incontro hanno potuto anche degustare un calice dell'ultimo nato, un Friulano Doc Fco 2016 spillato direttamente dalla botte. L'enologo Alessandro Dal Zovo ha analizzato l'andamento climatico dell'intera stagione viticola durante la quale «a parte le insistenti piogge di fine maggio nulla è avvenuto successivamente perché si potesse pregiudicare la qualità finale dell'uva».

«Quella 2016 pertanto si prospetta come una annata da ricordare sia per la sanità delle uve sia per le splendide giornate soleggiate del mese di settembre e di ottobre inoltrato. Grazie a questo andamento climatico, la vendemmia è iniziata a settembre come non accadeva da diversi anni, e la varietà che ha tratto più beneficio dal bel tempo settembrino è stato il Tocai friulano che, più di tutte le uve bianche coltivate, ha bisogno di giornate calde e soleggiate, notti fresche e asciutte per raggiungere la piena maturazione»,ha dichiarato Dal Zovo. La serata è stata poi accompagnata dalla musica del pianoforte di Claudio Cojaniz e della chitarra di Gaetano Valli, degustando tra i vari vini dell'azienda anche il Friulano Doc Fco 2015 che si è da poco aggiudicato i Tre Bicchieri sulla prestigiosa Guida del Gambero Rosso.(m.f.)

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi