Il Comune rivede le regole per gli artisti di strada

L’amministrazione accoglie le richieste di modifiche avanzate dalla Fnsa Addio alla piattaforma online. Ma resta il sequestro previsto dall’ordinanza

Ci sta che trattando di artisti di strada si finisca per fare un po' i situazionisti. Si muove in questa direzione la svolta "libertaria" della giunta cittadina in materia, annunciata ieri dall'assessore competente Lorenzo Giorgi in una conferenza stampa: dopo la stretta anti-abusivi dell'ordinanza per i sequestri degli strumenti, ora il Comune è orientato verso un allentamento delle regole del settore. Ha spiegato Giorgi: «Ci siamo incontrati con la Federazione nazionale degli artisti di strada che ci ha chiesto di modificare il regolamento introdotto dai nostri predecessori. Non ce l'aspettavamo, visto che l'avevano chiesto loro, ma siamo d'accordo. Andremo quindi verso un sistema più flessibile e adatto alle dimensioni di Trieste». Così invece il vicesindaco Pierpaolo Roberti: «Con la Fnsa abbiamo concordato la necessità di modificare un regolamento rivelatosi inadatto, da un lato a garantire i veri artisti, dall'altro a ostacolare i furbetti. Al via, dunque, la revisione del sistema». La prospettiva è una revisione piuttosto radicale del modello vigente: saranno cambiate le postazioni disponibili (probabilmente verranno ridotte quelle in periferie e aumentate quelle in centro) e cambierà il sistema di prenotazione. Quello attuale prevede l'utilizzo della piattaforma Stradaperta, già in uso a Milano, sulla quale l'artista si registra e prenota gli spazi: «Stiamo pensando un metodo alternativo - ha detto Giorgi -, magari attraverso dei libretti di autocertificazione, attraverso cui l'artista di strada segna l'orario di inizio dello spettacolo». In questo modo, secondo l'assessore, si consentirà una maggiore elasticità (consentendo ad esempio ad altri artisti di usare lo spazio nel caso in cui chi ha prenotato non si presenti), fermo restando il limite delle due ore massime per ogni spazio. Giorgi ha poi rivendicato l'ordinanza emessa dal vicesindaco Pierpaolo Roberti, che scadrà a fine mese, che prevede il sequestro dello strumento per i musicisti non registrati: «Ci sono stati casi di vero e proprio racket a Trieste, e il sequestro dello strumento è il minimo». Il rappresentante della Federazione (Fnsa) Maurizio Silvestri conferma che la richiesta di cambiare passo viene dagli operatori: «Con la giunta precedente ci eravamo accordati di trovarci dopo l'estate per verificare l'esito dei primi mesi del nuovo regolamento - spiega -. L'incontro c'è stato anche se l'amministrazione è cambiata». Queste le critiche della Fnsa: «La criticità principale è nella suddivisione fra centro e periferia - dice Silvestri -. Non ha funzionato perché la cittadinanza fruisce il territorio in maniera diversa. Andrebbe quindi rivisto il limite che impone all'artista di fare soltanto tre giornate alla settimana in centro. In generale andrebbero riviste le postazioni, visto che alcune funzionano e altre no». Anche l'applicazione della piattaforma è discusso dalla Fnsa: «"Stradaperta" è ottimo per realtà come Milano, molto più grande della nostra, ma se qui si potesse avere un metodo più semplice sarebbe meglio. Fermo restando che il registro degli artisti di strada è una cosa buona che andrebbe mantenuta». Quanto al rischio-racket «non ne ho mai avuto sentore, né direttamente né da altri colleghi, l'ho sentito solo dal Comune. Però, se c'è, va combattuto».

Ma non tutti fanno gli situazionisti allo stesso modo. Gli amici degli artisti di strada e il Forum per Cambiare Trieste saranno oggi in piazza Cavava, a partire dalle 17, per esibirsi, raccogliere firme e protestare contro l’ordinanza comunale. «All'iniziativa interverranno degli artisti portando la loro arte in uno spazio libero a loro disposizione, insieme a chiunque altro vorrà esprimersi - fanno sapere gli organizzatori -. L'evento vuole essere un'occasione per testimoniare vicinanza e sostegno alle loro rivendicazioni in seguito alle recenti restrizioni imposte nell'ultima ordinanza emessa dall'attuale giunta che arrivano fino al sequestro del loro strumento». Tra le altre cose sichiede che l’«ordinanza, in scadenza alla fine di ottobre, non sia rinnovata e che il Regolamento comunale degli artisti di strada sia rivisto, applicando semplicemente quanto già previsto nei casi di turbamento della quiete pubblica e di accattonaggio».

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