Gorizia, zampetto di maiale trovato sulla “panchina dei profughi”

Immagine postata su Facebook da Manila de Luca

Provocazione nei confronti dei musulmani che sostano davanti al Verdi o goliardata? Il sindaco Romoli: «E' un gesto sciocco»

GORIZIA Uno zampetto di maiale appoggiato su una delle panchine antistanti al Teatro Verdi di via Garibaldi. È l’insolita immagine che ha colpito diversi goriziani e che subito è finita anche in Rete, postata su Facebook sul gruppo "Sei di Gorizia se...".

Al di là della curiosità, non ci sarebbe nulla di così significativo, in quel piedino, che magari potrebbe anche essere frutto della sbadataggine di un macellaio di passaggio o di un appassionato del genere culinario appena rientrato dalla spesa.

Se non fosse che proprio sulle panchine di via Garibaldi, davanti all'edificio che è uno dei simboli del centro città e della cultura cittadina, di questi tempi siedono spesso e numerosi i richiedenti asilo presenti in città, approfittando probabilmente del fatto che in quel punto del centro storico la rete wifi pubblica "Guglielmo" funziona meglio che altrove, ed è più facile prendere la linea con i propri smartphone o altri dispositivi mobili. E allora, lo zampetto di maiale rischia di assumere un altro significato.

Perché la religione della maggioranza dei richiedenti asilo a Gorizia è l'Islam, e per l'Islam le carni di maiale sono considerate impure. Il rischio è di eccedere in malizia o di farsi suggestionare, ma il collegamento tra il maiale e la presenza dei richiedenti asilo, di questi tempi, viene spontaneo.

E non è sfuggito ad esempio a chi, come la goriziana Manila de Luca, su Facebook ha postato la foto dello zampetto sulla panchina commentando "Via Garibaldi...qui ogni giorno ci sono seduti molti musulmani...e guardate un po' cosa hanno pensato di mettere sulle panchine... No comment!". Non è dato sapere chi sia stato l'autore del gesto, così come è impossibile a priori stabilire il suo significato.

Si può pensare alla semplice goliardata, al gesto ironico, ma forse anche al segno dell'insofferenza di qualcuno per la presenza dei richiedenti asilo.

Come se l'autore o gli autori dell'iniziativa avessero pensato che posizionare un pezzo di carne "impuro", per la religione islamica, possa indurre i migranti a starne alla larga, alla stregua di quanto fanno i superstiziosi appendendo trecce d'aglio per tenere lontani i vampiri.

O, peggio, lo zampetto di maiale potrebbe essere un messaggio, rivolto ai richiedenti asilo: "noi su queste panchine non vi vogliamo". «Francamente non so come interpretare questo gesto, né quale peso realmente attribuirgli» commenta il sindaco Romoli.

«Ho visto l'immagine del piedino di maiale e credo possa essere una goliardata, anche se è innegabile che quello spazio di via Garibaldi di fronte al teatro sia diventato un punto di ritrovo piuttosto frequentato da parte dei richiedenti asilo, e questo può aver dato fastidio a qualcuno. Ma penso anche che sarebbe forse eccessivo attribuire un significato preciso ad un gesto così sciocco e stupido».

Chissà. Intanto però la memoria corre al recente passato, quando in città infuriarono le polemiche di chi giudicava fastidiosa la presenza dei migranti nei parchi cittadini. Oggi, quella disputa rischia di spostarsi negli eleganti spazi del centro storico pedonale.

 

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