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Polizia municipale, Trieste tra le città che incassa meno per le infrazioni

Una classifica Openpolis rivela come, tra i grandi centri urbani italiani, Trieste sia fanalino di coda per i guadagni dovuti alle contravvenzioni della polizia locale. Il comandante: incassato subito il 72% dei verbali emessi

2 minuti di lettura
Una pattuglia della polizia locale 

Trieste è, fra le grandi città italiane, quella che guadagna meno sulle infrazioni alle ordinanze del sindaco e al codice della strada.

Lo rivela uno studio Openpolis pubblicato prendendo in esame i dati di Openbilanci relativi all'anno 2014. Tra multe per divieto di sosta, autovelox, contravvenzioni e sanzioni varie erogate dalle forze dell'ordine, l'incasso medio pro capite del capoluogo di regione è di 13.73 euro ad abitante. Ben lontano da Milano (che vanta ben altre dimensioni urbane), ovvero la città che incassa di più attraverso la polizia municipale (102 euro ricevuti in media in un anno da ogni abitante). Ma la distanza si fa notare anche nel confronto interno alla regione Friuli Venezia Giulia, dove in questa particolare classifica domina la turistica Lignano Sabbiadoro (63.53€ pro capite, quasi 5 volte l'incasso di Trieste). 

Fonte: Openpolis/Openbilanci 

I dati raccolti da Openbilanci (alla voce "polizia locale") tengono conto dei soldi che, attraverso la polizia municipale, i comuni ricevono per le infrazioni alle ordinanze del sindaco e al codice della strada.

Nella parte bassa della classifica, sopra Trieste, si trovano Genova (36,18 euro), Padova (33,99), Palermo (31,42), Catania (19,97) e Bari (18,57). 

Trieste al di sotto della mediana di guadagno pro-capite dei comuni da 200.000 a 500.000 abitanti 

Cittadini virtuosi o polizia che multa di meno? Un po' entrambe le cose. 

Da un lato pesa l'assenza in città di vere e proprie zone a traffico limitato paragonabili a quelle di comuni come Milano. Le ztl esistono solo in alcuni picoli tratti di strada, ma non interessano interi quartieri. Decisivo è però l'approccio adottato dalla Polizia municipale, almeno secondo l'opinione del comandante del Corpo, Sergio Abbate. 

"In città facciamo meno multe perché privilegiamo la sicurezza rispetto alla quantità. Per dirla in modo brutale, rispetto al bilancio comunale, l’amministrazione non ci chiede di fare multe per fare cassa. Non usiamo sistemi come la telecamerina che permette di fare multe a strascico", risponde Abbate. "Per esempio, per il rispetto della segnaletica stradale e della velocità privilegiamo la pattuglia che ferma i veicoli per i controlli".

Come a dire: la qualità sulla quantità. 

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) A Trieste multe istantanee con il Targa System]]

“Le verifiche richiedono tanto tempo, e di verbali ne facciamo ben pochi. Tuttavia i controlli vengono fatti, quindi chi viene a Trieste sa che deve essere in regola", aggiunge il comandante, riferendosi per esempio ai bus turistici e al traffico pesante, di frequente oggetto delle attenzioni della stradale. Le infrazioni, in questi casi, riguardano le condizioni del mezzo o i tempi di guida - evidenziati dal registro di bordo. 

Attraverso il Targa System vengono inoltre individuate in tempo reale le auto senza assicurazione o con la revisione scaduta. Proprio queste due infrazioni vanno per la maggiore, assieme naturalmente al divieto di sosta, il mancato rispetto dei limiti di velocità e il passaggio col rosso.  

Il traffico su due ruote, una peculiarità della città, presenta a detta di Abbate luci ed ombre. "Sicuramente è positivo perché consente di snellire la massa di ferro circolante, anche se il numero di parcheggi non è sufficiente. Tuttavia negli ultimi 5-6 anni di fatto gli incidenti gravi o mortali sono capitati esclusivamente a pedoni e motociclisti. Anche se hanno ragione, alla fine hanno la peggio dal punto di vista fisico". 

Quale il rapporto tra contravvenzioni effettuate e soldi effettivamente incassati? Dei verbali fatti, riferisce la Municipale, si evince che viene incassato nei primi 50-60 giorni, ovvero senza attivare procedure coattive, il 72% delle multe.

Se un fisiologico 9% di esse viene scartato perchè giudicato non recuperabile, o per errore formale, o in caso di impossiblità di raggiungere la persona in oggetto, "il restante 19% va a ruolo, attualmente tramite Equitalia, nel giro di un anno e mezzo, due al massimo". Ovvero il tempo minimo per verificare che le persone effettivamente non abbiano pagato o abbiano fatto ricorso.

Di questo 19%, il 35% viene incassato subito o negli anni, ma viene incassato. Si tratta di importi raddoppiati in quanto pagati dopo i 60 giorni, oppure maggiorati per le sanzioni aggiuntive del 10% a semestre. "È vero che ne viene incassato un terzo a livello numerico, ma questo guadagno copre anche gli altri due terzi" delle contravvenzioni non pagate dai cittadini, conclude il comandante. 

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