Monfalcone, settore nautico in ostaggio del dragaggio impossibile

Il Marina Lepanto sul Canale Est Ovest

In primavera previsto un intervento tampone. Società in allarme per gli incagli. A rischio 800 posti di lavoro e 2.500 ormeggi

MONFALCONE Poche settimane fa un cliente russo salpato da Monte Carlo Yachts con un 105 piedi mentre cercava di uscire dal canale Est Ovest, che dal polo nautico del Lisert sbocca davanti al Villaggio del Pescatore, si è incagliato e ha subito gravi danni alla carena.

«La Monte Carlo Yachts ha difficoltà tutti i giorni. Non riusciamo a pianificare le uscite in mare con i nostri clienti - dice Attilio Bruzzese - quest’anno ci sono stati molti problemi con le consegne. Ha un impatto importante con i clienti. Abbiamo difficoltà con le barche sopra gli 80 piedi. Per non parlare della criticità della sicurezza».

Ma è andato peggio alla Mmgi Shipyard, Bianco Domingo racconta di «averci rimesso» due eliche di un 44 metri, ma «anche la carena e le pinne stabilizzatrici. Tutti danni a carico dell’azienda che ha dovuto ripararli dopo che l’imbarcazione si è arenata all’uscita del Timavo. Non si contano gli incagli delle imbarcazioni, non più soltanto quelle a vela, la sabbia sta riempiendo il fondale e per uscire ormai bisogna fare come nell’800 con le tavole della marea.

È da due anni che non si fa un dragaggio, il progetto “strutturale” per scavare almeno 14mila metri cubi di fanghi e costruire barriere sottomarine per impedire gli insabbiamenti è stato bocciato da Arpa e Soprintendenza.

Nemmeno il nuovo decreto appena pubblicato dalla Gazzetta ufficiale del ministero dell’Ambiente per «semplificare» i dragaggi e la materia ambientale (in Italia qualsiasi materiale scavato diventa rifiuto) risolverà il problema della prossima stagione.

Gli operatori si dovranno accontentare di un “progetto stralcio” del Consorzio industriale, a causa dei divieti ambientali, con minimi intervento di manutenzione sui punti più “difficili” del canale e grandi dubbi su quanto si potrà fare all’entrata del Villaggio del Pescatore.

Qualche anno fa si era scavato 10mila metri cubi con una spesa di 400mila euro (e i fanghi riversati in mare) sono anni che non si interviene e ora al massimo si potrà dragare 5-7mila metri cubi portando la profondità media del fondale a 2,95 metri per una larghezza di appena 22, con enormi costi di smaltimento per i fanghi che non potranno essere riversati in mare.

La Regione ha confermato i dragaggi e i fondi: per ora 340mila euro. Ma il Csim ha fatto sapere che ne serviranno almeno altri 500-600 mila a causa dei paletti ambientali e normativi. Costi incredibili ai quali bisogna sommare la convenzione da oltre 80mila euro siglata con l’Arpa per le analisi del fondale.

Lo hanno capito molto bene gli operatori che si sono riuniti ieri per chiedere invano una soluzione “strutturale” al Marina Lepanto dove sono state invitate, assieme al Csim, la presidente della Regione Debora Serracchiani e l’assessore regionale all’Ambiente Sara Vito.

C’erano tutti i vertici di marina e cantieri del Polo del Lisert, le società nautiche della zona e del Villaggio del Pescatore, dalla Polisportiva San Marco alla Laguna. Oltre 800 addetti, 24 attività per non parlare delle società nautiche e sportive, almeno 2500 posti barca tra Monfalcone e Duino.

Un’economia del mare che ha tra i suoi fiori all’occhiello Monte Carlo Yachts e lo stesso Marina Lepanto e che viene messa a rischio dalle norme ambientali sui dragaggio, severissime in particolare al Lisert a causa del Sic.

«C’è una programmazione degli interventi con stanziamenti, faremo i dragaggi e gli interventi straordinari» ha assicurato Serracchiani cercando di far vedere il bicchiere “mezzo pieno”. Ma nell’incontro supportato dalle slides del Csim preparate dal direttore Giampaolo Fontana giunto con il presidente Enzo Lorenzon, la stessa presidente, con l’assessore Vito, ha dovuto ammettere le difficoltà ambientali.

«Stiamo cercando di recuperare il tempo perduto, siamo consapevoli dell’importanza del settore e tentiamo di semplificare programmando. Ma come sapete bene la materia dei dragaggi è la più complicata che esista. Alcuni interventi sono stati possibili grazie al coraggio-incoscienza di alcuni dirigenti. Non ci sarà il progetto ambizioso sperato, il problema resterà e faremo manutenzione continua».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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