Il “sì” di Maura e Roberta in Municipio a Muggia

Il Municipio di Muggia

Oggi la celebrazione della prima unione civile nella sala del Consiglio comunale. Ad assistere alla cerimonia anche le figlie grandi e i nipoti di una delle spose

TRIESTE. «Sono molto emozionata, parecchio nervosa, leggermente in ansia. Non dovrei esserlo alla mia età, ma quando stai per realizzare un sogno atteso da 18 anni... Speriamo solo che non mi vengano “le farfalle nello stomaco” al momento fatidico». A parlare così è Maura che, oggi, ha detto “sì” di fronte alla persona che ama e con cui convive da quasi una vita: nella sala del Consiglio di Muggia, alle 10.30, la triestina Maura si è unita civilmente con la muggesana Roberta. Una storia d’amore iniziata diciotto anni fa, quando Maura, allora 44 anni, separata dal marito e madre di due bambine, conosce Roberta, di 15 anni più giovane di lei. Il «destino», come ama dire Maura, fa scoccare tra le due donne un’inattesa scintilla, che si tramuta ben presto in amore.

 

 

Roberta lavora alla cooperativa Franco Basaglia; pochi mesi dopo Maura, che prima lavorava a Cattinara, la segue. Le due donne si occupano tutt’oggi della pulizia dei Distretti sanitari di Trieste e di altri edifici. La relazione, non senza qualche titubanza, viene ufficializzata alle rispettive famiglie. «Dobbiamo dire che siamo state piuttosto fortunate, perché a differenza di altri casi, i nostri cari hanno accettato la nostra scelta e i nostri sentimenti, supportandoci anche per un semplice motivo: eravamo e siamo felici», racconta Maura, oggi 62enne.

Se Roberta è nubile e senza figli, Maura come detto ha alle spalle un percorso diverso. Si è sposata con un uomo, da cui ha avuto due figlie, e da cui ha deciso poi di separarsi. «Le mie due figlie, che adesso hanno 34 e 38 anni, mi sono sempre state vicine. E così anche i miei due nipoti di 13 e 7 anni», racconta con gioia Maura. A Trieste non hanno mai dovuto fare i conti con episodi di discriminazioni o mancanze di rispetto? «No, fortunatamente no. Almeno per quanto riguarda le sfere dei nostri rapporti personali e di lavoro, nessuno ci ha mai criticato o manifestato disappunto», spiega Maura.

Purtroppo le due donne, in alcuni momenti, hanno dovuto nascondere la loro relazione. In ospedale, ad esempio, hanno dovuto raccontare qualche bugia: «Quando mi hanno ricoverata, in passato, Roberta si è finta una mia parente - mia sorella il più delle volte -, per riuscire a venirmi a trovare. Posso dire, visto che lo abbiamo provato sulla nostra pelle, che creare sotterfugi per poter stare assieme o comunque semplicemente per vedersi, fa davvero male. Soprattutto in una situazione poco piacevole come può essere il ricovero in un ospedale».

La decisione di unirsi civilmente, cullata da quasi vent'anni, è stata presa pochissimi giorni dopo l’approvazione della legge Cirinnà. «A giugno ci siamo dette che non avremmo atteso un minuto di più - ricorda Maura - solo che, visto quanto stava accadendo con le elezioni a Trieste, abbiamo intuito da subito che la nostra meta non sarebbe stata piazza Unità». Di qui la scelta di spostarsi nella vicina Muggia - peraltro luogo di residenza di Roberta -, cittadina nella quale l'amministrazione guidata da Laura Marzi ha da subito espresso il proprio sì alla celebrazione delle unioni civili. «A Muggia siamo state accolte a braccia aperte da un sindaco fantastico. Domani (oggi, ndr) ci uniremo nella sala del Consiglio comunale, con un sindaco che ci ha espresso tutta la gioia per questa nostra decisione. A Trieste avremmo dovuto stare in una saletta di serie B con qualcuno costretto solo per dovere a far rispettare la legge».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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