Rimosso lo striscione per Giulio Regeni su ordine del sindaco Dipiazza

La rimozione dello striscione per Giulio Regeni (Bruni)

La decisione del sindaco "a seguito dello sciacallaggio politico del Pd su questa vicenda. Se vuole scenda in piazza sotto il palazzo del Governo e chieda verità". 

TRIESTE  Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, nella mattinata di oggi, venerdì 7 ottobre, ha dato disposizione agli uffici di rimuovere lo striscione "Verità per Giulio Regeni" dalla facciata del Municipio in piazza Unità. Ordine che è stato eseguito dagli operai incaricati dal Comune alle 11.02 del mattino. 

 

La rimozione dello striscione per Giulio Regeni a Trieste

 

 

Prima degli operai, però, il sindaco e l'assessore Rossi avevano provato a rimuovere da soli lo striscione dalla balconata del Municipio, con esito negativo:

 

Il sindaco e l'assessore Rossi provano a rimuovere lo striscione

 

Un colpo di mano che anticipa la discussione sulla contestata mozione urgente dei quattro capigruppo di centrodestra in programma lunedì 10 ottobre in Consiglio comunale, mozione nella quale si chiedeva, appunto, la rimozione dello striscione per evitare il "rischio di assuefazione".

 

Trieste, il sindaco fa rimuovere lo striscione per Giulio Regeni

 

Una richiesta che aveva sollevato una vera e propria pioggia di critiche anche all'interno dello stesso centrodestra.

 

 

Questa la motivazione del gesto del sindaco, affidata a un comunicato stampa:  “Preso atto che l’unica capacità del Pd è quella di fare solo sciacallaggio politico su vicende che meritano tutta la nostra attenzione, ma soprattutto quella del Governo al fine di arrivare alla verità, in termini concreti e non attraverso striscioni che dopo aver lanciato un giusto messaggio, rischiano di diventare solo un simbolo per lavarsi la coscienza di fronte alla situazione di stallo in cui è piombata la diplomazia sul caso, ritengo opportuno non alimentare queste bassezze politiche attraverso l’esposizione di uno striscione che, purtroppo, grazie alle strumentalizzazioni del PD, rischia solo di essere politicizzato".

 

 

"Il Pd, invece di voler affrontare la questione nell’appropriata sede del Consiglio comunale come sarebbe opportuno, preferisce speculare sulla vicenda. Tale atteggiamento strumentale del Pd lo abbiamo già visto in occasione della decisione da noi presa sulla difesa della famiglia, in considerazione della vicenda tecnica risolta immediatamente sul 18 settembre, ed in questo caso. In considerazione di un tanto ho dato disposizione agli uffici di rimuovere lo striscione sulla facciata del Comune”.

“Se il Pd, come tutti noi, vuole veramente arrivare alla verità - conclude la nota - non faccia sciacallaggio su una vicenda ed una intera famiglia, e se vuole scendere in piazza vada sotto al palazzo del Governo e chieda verità”.

A gettare benzina sul fuoco è stato poi lo stesso Dipiazza che a  Effetto Giorno, su Radio24, ha parlato della rimozione dello striscione paragonandolo a un dente cariato: «In questo momento con tutti i problemi che abbiamo nel paese, con tutti i problemi di occupazione per i giovani che ho in città - ha detto Dipiazza a Radio24 che ha diffuso una sintesi dell'intervista - se devo occuparmi di queste cose... questa mattina mi sono alzato, ho visto il giornale, ho detto 'bene. Così lo tolgo. Così mi sono tolto il dente cariato e non ci sono più polemiche»

Intanto il collettivo Verità per Giulio con un tweet ha chiamato tutti in piazza, lunedì 10 ottobre alle 18.30 per dire no alla rimozione dello striscione:

 

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