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Porzio: «Faccio il prefetto agli ordini dello Stato»

Replica al duro attacco di Salvini. Il Pd chiama in causa Dipiazza: «Prenda le distanze dal leader della Lega»

2 minuti di lettura
Annapaola Porzio all'inaugurazione della nuova Caserma dei vigili del fuoco 

TRIESTE «Penso sia meglio che io faccia il mio lavoro e Salvini faccia il suo». Annapaola Porzio, commissario di governo e prefetto di Trieste, non intende cambiare mestiere e soprattutto non vuole essere coinvolta nella polemica sollevata da Matteo Salvini a Trieste sulla gestione degli immigrati nell’incontro con i militanti alla Festa della Lega Friuli. «Il prefetto di Trieste deve cambiare mestiere domani mattina come tutti i prefetti d'Italia che sono affittacamere per gli immigrati. Le città devono essere amministrate dai sindaci», aveva dichiarato Salvini parlando sotto lo stand di Campo Marzio applaudito da Massimiliano Fedriga, che di mestiere fa il capogruppo alla Camera dei deputati, e da Pierpaolo Roberti che dal luglio scorso fa di mestiere il vicesindaco. E da Roberto Dipiazza, che per la terza volta di mestiere fa il sindaco.

«Sono pagata dallo Stato per fare il prefetto e continuo a farlo. Quando poi mi diranno che me ne devo andare, me ne andrò. Lui fa l’uomo politico e dice quello che vuole», chiude la polemica il prefetto che solo un paio di giorni fa aveva tagliato il nastro della Caserma San Sebastiano (meglio conosciuta come “Storta”) dei vigili urbani al fianco del vicesindaco del Carroccio Roberti e che aveva pure preso visione di alcune ordinanze come quella contro i barboni.

«Sono per l’immigrazione controllata. A Trieste, in Friuli e in Italia pochi sono i benvenuti e comunque devono rispettare le nostre regole. Altrimenti se ne vadano a casa. Non voglio che gli italiani diventino profughi a casa loro», aveva declamato il ledaer del Carroccio attaccando i prefetti “affittacamere” come quello di Trieste. Una polemica ormai datata che Salvini ripete in ogni occasione. «I prefetti stanno facendo gli affittacamere per gli immigrati, senza nemmeno avvisare i sindaci», aveva dichiarato a Ballarò nel novembre 2015. «Per la Lega nord e Salvini c'é solo una formula buona dappertutto: paura e localismo, ritorno al passato e chiusure. Come fa l'amministrazione del sindaco Dipiazza, irriconoscibile rispetto alle prime versioni, per quanto sovrastante è la trazione leghista» denuncia Antonella Grim , segretaria regionale del Pd.

A difesa del prefetto arrivano i consiglieri comunali del Partito democratico. «Esprimiamo solidarietà al prefetto di Trieste Annapaola Porzio per le parole oltraggiose subite dal leader della Lega Nord Matteo Salvini, che ha perso l’ennesima occasione per tacere». La difesa dei consiglieri del Pd è d’ufficio. «ll prefetto sta esercitando con estrema professionalità una competenza che le è propria, affiancando a esperienza e capacità tecniche una grande disponibilità all’ascolto anche nei confronti di chi, come gli esponenti del Carroccio, si ostina a non voler comprendere che l’accoglienza delle persone richiedenti asilo non è un gesto di umanità, dimensione evidentemente sconosciuta ai politici leghisti, ma un atto dovuto in base alle leggi della Repubblica italiana». E quindi? «Ci aspettiamo che il sindaco prenda quanto prima le distanze da affermazioni di tale gravità», concludono i consigliere del Pd. Roberto Dipiazza, che era presente, per ora tace.

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