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A Muggia la "grande tribù” femminile della trisnonna Nives

Cinque generazioni di donne vivono gomito a gomito sostenendosi a vicenda. «Abbiamo partorito tutte da giovanissime. E la storia non è affatto finita...»

3 minuti di lettura
Una recente foto di gruppo con le cinque generazioni di donne e un'incursione del fratello di Agata, Luca 
MUGGIA Cinque generazioni di donne della stessa famiglia. Sembra quasi un romanzo d’altri tempi. E invece è realtà. A Muggia dove, in ottantun’anni, si è formata l’affollata “tribù” femminile sotto le ali protettrici della trisnonna Nives Bartole
 
Nata nel lontano 1934 a Strugnano, una frazione del comune di Pirano, trasferitasi a Muggia da più di sessant’anni, Nives vanta una parentela diretta da capogiro: i tre trisnipoti Matilde, Alice e Marta rispettivamente di tre, due e un anno, i due bisnipoti Luca e Agata Negrisin di 26 e 24 anni, una nipote Elisabetta Zorzon classe 1971, nonché una figlia, Rosanna Giovannini, classe 1954. Dalla piccolissima Marta alla ultraottantenne Nives ci sono dunque cinque generazioni di donne che si aiutano e si sostengono formando una delle famiglie più speciali di Muggia. 
 
A raccontare questa storia è Elisabetta Zorzon, nipote di Nives, nonna da quando aveva 41 anni: «Mia nonna Nives è originaria di Strugnano, luogo in cui è rimasta sino ai 21 anni quando, assieme al marito Guido e alla figlia Rosanna nata nel 1954, si è spostata dall’ex Jugoslavia al campo profughi di Padriciano. Dopo un paio di mesi la suocera di Nives ha acquistato una casa a Muggia, più precisamente a San Rocco, casa che a più di sessant’anni di distanza rimane il fulcro delle nostre famiglie».
 
 
Nives e Guido sposi, con i loro genitori, in una foto del 1953 
 
 
Per sbarcare il lunario, una volta a Muggia, Nives e Guido si dedicano a coltivare la terra a San Rocco raccogliendo frutta e verdura che poi vengono portati e venduti al mercato di Trieste. Dopo Rosanna, peraltro oggi molto conosciuta a Muggia in quanto impiegata nella Casa di Riposo comunale di salita Ubaldini, Nives e Guido hanno quattro figli: Chiara, Giorgio, Paolo e Lucia. La famiglia dunque si allarga sempre di più e la casa a San Rocco, come se non bastasse, ospita i quattro genitori della coppia originaria di Strugnano. 
Rosanna, bisnonna da quando aveva 59 anni, ricorda quel periodo con nostalgia: «Era bellissimo. È piuttosto raro avere la fortuna di vivere con quattro nonni in casa. Prima di arrivare a San Rocco ricordo perfettamente quando ho vissuto al campo di stazionamento profughi di Padriciano. All’epoca ero ancora figlia unica. Poi sono arrivati gli altri fratelli. Per me sono stati anni difficili ma allo stesso tempo ricchi di vita». 
 
Rosanna aggiunge: «Siamo una famiglia di origine contadina e siamo sempre stati attratti dallo spirito imprenditoriale di mia nonna paterna, arrivata in Italia con l’esodo. Ricordo che lei cercava una terra simile a quella di Strugnano. Così ci siamo trasferiti a San Rocco, all’epoca un monte costituito da pastini. Da lì è iniziata l’attività produttiva della nostra famiglia». Gli anni passano, Rosanna cresce, si sposa con Giorgio Zorzon e, giovanissima, partorisce Elisabetta: «Ho dato alla luce mia figlia la settimana dopo aver compiuto 17 anni. Era una cosa normale per me essendo la più grande di cinque fratelli. Ero giovane, sì, ma avevo già un obiettivo: lavorare, risparmiare per comperare ferro e mattoni per costruire una nuova casa, ovviamente vicino a quella di mia madre». 
 
Elisabetta, nata nel 1971, segue le orme materne: si sposa con Roberto Negrisin e a 18 anni dà alla luce Luca seguita due anni dopo da Agata. Nel 2013 arriva la quinta strepitosa generazione con la nascita di Matilde seguita dalla cugina Alice (2014) e dalla sorella Marta (2015). Nel frattempo nascono anche le nipoti Silvia, Giulia e Roberta, nonché la pronipote Giorgia. Un tripudio quasi tutto femminile. 
 
«Abbiamo fatto figli da giovanissime e questo ha sicuramente contribuito a creare un legame molto forte all’interno della nostra famiglia - aggiunge Elisabetta - tanto è vero che senza aiuti esterni siamo riusciti sempre ad affrontare tutte le cose belle belle e brutte della vita». Oggi le cinque generazioni vivono a Muggia vicino alla casa originaria in cui vive Nives. La trisnonna è sempre molto attiva: cucina, impartisce ordini, gioca con i trisnipoti e la pronipote. Quest’estate un ulteriore modo per stare assieme è stata la tinteggiatura della casa con quattro soli uomini e una pattuglia di donne al seguito. 
 
Ma la storia non finisce qui. Sono in arrivo, infatti, un altro pronipote e il quarto trisnipote. «E speriamo che sia femmina» se la ride Elisabetta. Perché, come dice il detto, «nella casa del gentiluomo prima la donna e dopo l’uomo».
 
Una famiglia decisamente fuori dal comune. «Siamo molto speciali. E piuttosto chiusi: è difficile entrare nel nostro privato. D’altronde siamo una famiglia che vive aiutandosi a vicenda. Questa è la nostra indubbia forza» afferma Rosanna. Ma l’ultima battuta spetta alla supertrisnonna muggesana Nives che definisce «meraviglioso» quello che è riuscita a creare: «E sapete qual è il segreto? Andare d’accordo, volersi bene e godersi il più possibile la famiglia, la cosa più sacra che esiste». 
 
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