Pioggia di offerte per Monte Grisa: in due mesi raccolti 200mila euro

Una messa a Monte Grisa

Coperto per due terzi il debito contratto per abbellire il tempio con suppellettili dorate e un nuovo altare. Assegno da 50mila euro staccato da un imprenditore. Il rettore: «La città ha capito. Qui c’è gente buona»

TRIESTE Anche lui è sorpreso. Non si aspettava tutto questo calore, tutta questa solidarietà dai triestini. «Hanno capito...hanno capito l'importanza del santuario». Padre Luigi Moro, il rettore di Monte Grisa, fino a un paio di mesi fa al centro di feroci polemiche innescate dalle spese intraprese per sistemare il santuario, in questi giorni è in pellegrinaggio a Fatima. Non ha con sé conti e numeri, ma qualcosa ricorda. «Non riesco a essere precisissimo però so per certo che abbiamo raccolto circa 200mila euro, forse di più», dice al telefono.

 

 

«Anch'io quasi non riesco a crederci...». Non grida al miracolo, ma poco ci manca. «Sono numerosi i triestini che si sono fatti avanti con donazioni - spiega - merito anche del giornale che, dando tutto quel risalto al caso, ha mosso il cuore dei fedeli». A dire il vero pure l'indignazione di buona parte della città, considerando che per le opere di manutenzione e di abbellimento del santuario, con tanto di dorature ad altari e suppellettili, il sacerdote si è imbarcato in un investimento di ben 567mila euro. Ma ne aveva meno della metà: 210 mila euro erano arrivati dalla Regione e dalla Fondazione CRTrieste per il riscaldamento, 60mila li aveva messi il rettore di tasca sua, ma i restanti 300mila mancavano. I lavori oggi sono praticamente conclusi e il prete ora è a caccia di offerte per pagare le ditte. Di qui l'appello a Trieste lanciato a metà luglio che, a quanto pare, ha sortito l'effetto sperato.

Padre Moro, a due mesi da quell'Sos, tira le somme: «Finora - afferma - siamo riusciti a tirar su circa 200mila euro». Una cifra messa insieme anche grazie alla generosità di alcuni, facoltosi concittadini. Un assegno di 50 mila per esempio, da quanto si è saputo, è stato staccato da un noto imprenditore triestino, che vuole però rimanere anonomo. Il resto lo hanno messo i fedeli.

 

 

Come promesso dal rettore, chi ha contribuito ai debiti del tempio nazionale con elargizioni superiori ai mille euro beneficerà, in cambio, di un'incisione su un'epigrafe in marmo che sarà posizionata sul pavimento, presumibilmente nella parte sottostante della chiesa. «Penso a una targa o qualcosa del genere - anticipa il prete - per fare memoria della generosità dei triestini». Moro conta di raggiungere la somma ancora mancante, tra gli 80 e i 100 mila euro, entro il prossimo 12 ottobre, vigilia della sesta delle sei apparizioni della Madonna di Fatima. Data in cui a Monte Grisa sarà collocata la statua di tre metri dedicata a monsignor Antonio Santin. L'aveva promesso recentemente lo stesso Moro: «Abbiamo cominciato il plinto sul sagrato - annunciava il rettore del Tempio mariano - il 12 ottobre la statua sarà benedetta dal vescovo Giampaolo Crepaldi. Abbiamo scelto quella data perché si apre la ricorrenza dei cento anni dall'apparizione di Fatima. Il giorno dopo, inoltre, il 13 ottobre ci saranno a Monte Grisa tutti i presidenti delle Regioni con il cardinale Ennio Antonelli per la chiusura del Giubileo».

Il sacerdote è davvero soddisfatto. «Siamo in pratica a tre quarti della raccolta - aggiunge - è stato fatto un buon passo e sono riuscito a pagare anche la via Crucis che era stata presa di mira dai vandali. Ringraziamo il Signore, d'altronde in occasione del cinquantesimo del santuario dovevamo far qualcosa - osserva - capisco le obiezioni, ma o ci si dà da fare oppure non si fa niente. La città si deve riconciliare con Monte Grisa perché è un monumento che ha pure un valore turistico. Io capisco l'ideologia del passato, per l'amor di Dio, ma adesso si deve guardare avanti. E alla gente che viene su, io racconto che questo tempio è un memoriale importante per Trieste, che siamo riusciti a metterlo a posto. La città in passato aveva perso un'occasione non valorizzando il santuario, ma adesso i fedeli sono entusiasti. Oltre ai triestini, pensiamo a tutti i pellegrinaggi che ci sono. Chiaro quindi che la chiesa richiede un determinato decoro. Io credo che abbiamo fatto bene - conclude - al di là delle critiche ricevute, è stato uno sforzo che meritava. Devo essere onesto, la città si è veramente mossa e mi ha aiutato. Qui c'è tanta gente buona».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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