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La snervante caccia alla sede dei 200 prof assunti in Fvg

Finale con ingorgo per il “concorsone”. Destinazioni comunicate a meno di 48 ore dall’inizio delle lezioni. Uffici costretti al super lavoro per far fronte alle richieste

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La sala in cui si svolgevano le assegnazioni (Massimo Silvano) 

TRIESTE. Giornata campale ieri per circa oltre 200 insegnanti di fresca assunzione che andranno a rimpolpare il corpo docenti del Friuli Venezia Giulia per scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado, sostegno. La sede dell’ufficio scolastico regionale di Trieste è stata l’epicentro attorno al quale, dal mattino fino a sera, si sono concentrati tutti gli insegnanti usciti dal concorso 2016, in attesa di sapere in che scuola e in che parte della Regione sarebbero finiti a far lezione.

La peculiarità di quest’anno, infatti, sono le direttive romane che hanno costretto gli uffici di tutta Italia a raggiungere il traguardo all’ultimo secondo. È la denuncia dei sindacati, e bastava scambiare quattro chiacchiere con i docenti assiepati in via dei Santi Martiri per capire che corrisponde al sentire comune.

 

 

A detta di tutti, comunque, l’ufficio scolastico regionale è riuscito a far fronte all’emergenza nel migliore dei modi. Ancora nel pieno dei lavori, il direttore Pietro Biasiol commentava: «Soltanto oggi (ieri ndr) abbiamo registrato 212 assunzioni in ruolo più altri 25 di un concorso nazionale per l’infanzia. Tutto ciò si deve ai commissari d’esame che hanno lavorato senza fiato per tutto agosto e ai candidati, che hanno fatto prove eccellenti». Secondo Biasiol «si tratta di un innesto di energie nuove, in molti casi giovanissime, che farà bene al sistema scolastico regionale». L’ufficio scolastico ha lavorato dalla mattina presto al cuore della notte per ripsondere a tutte le necessità del momento.

Nei corrodoi, nel frattempo, si assisteva alla consueta commedia degli umani destini: chi è andato alla grande al concorso e stava tranquillo; chi lavora da anni in una parte della Regione e pregava di non esser assegnato in luoghi diametralmente opposti, magari una sperduta località montana.

Spiega Anna Busi di Cgil Trieste: «Il problema enorme è la fretta assoluta con cui si è arrivati a questa convocazione. C’era molta incertezza, molta difficoltà e in alcuni casi gli insegnanti hanno ottenuto sedi distanti dai luoghi di residenza». Un cambiamento non da poco per gli interessati, visto che le lezioni inzieranno la prossima settimana e non è così scontato che una persona riesca a ristrutturare la propria vita nel giro di pochi giorni.

 

 

Aggiunge la sindacalista: «Ad esempio nel settore del sostegno c’è gente che da Trieste è finita a lavorare nell’ambito territoriale pordenonese».

Per il Friuli Venezia Giulia, almeno, si è evitato l’azzeramento dei posti che si è verificato in altre regioni d’Italia. Al momento della stesura del concorso, infatti, pare che il ministero non abbia tenuto conto della mobilità dell’infornata di nuovi assunti del 2015: quegli insegnanti si stanno spostando e Roma non ha riservato una parte dei posti disponibili al concorso 2016. L’effetto è che in alcune parti del Paese, soprattutto al Meridione, i neoassunti si ritrovano con zero cattedre a disposizione.

«Da noi non c’è stata una diminuzione grave - prosegue Busi -. Nel sostegno ci sono più posti che insegnanti. In altre classi di concorso qualcuno resterà fuori quest’anno ma dovrebbe essere assorbito in futuro».

Riprende il tema Adriano Zonta di Flc Cgil: «L’amministrazione regionale sta facendo il diavolo a quattro per portare a casa il risultato e di questo va reso merito a direttore, dirigenti, uffici - dice -. È ovvio però che sono stati costretti a organizzare l’immissione in ruolo su tre giorni. Ce la mettono tutta ma è dura».

I nuovi assunti entreranno in servizio il 15 settembre: in questi giorni utilizzeranno una piattaforma informatica apposita per sottoporre il loro curriculum ai dirigenti scolastici dell’ambito geografico che è stato loro stato affidato. Spetterà ai “presidi”, infatti, l’ultima parola sulla destinazione dei neoassunti.

«Su questo punto diventano evidenti tutte le pecche della legge 107, la cosiddetta “Buona scuola” - afferma Zonta -. Fino al 15 questi insegnanti saranno assenti giustificati, e nel frattempo dovranno sottostare alla trafila prevista dalla legge per ottenere il posto: inviare il curriculum ai dirigenti scolastici, sperare di essere accettati e in caso contrario assumere la posizione che gli affiderà l’ufficio regionale. Il tutto per dare un contentino ai dirigenti scolastici». Per la Cgil il contesto in cui si è svolto il concorso è una condanna alll’operato del governo: «Il ministro se ne deve andare, la “Buona scuola” è diventata una scuola alla buona. Ed è un eufemismo».

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