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Caos scuole in Fvg: una su tre resta “a secco” di presidi

Le direttive del ministero confermano i timori dei sindacati. Affidati a reggenti con doppio incarico ben 52 istituti su 171. Proporzione doppia rispetto al resto d’Italia. Gorizia maglia nera in regione

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Un'insegnante a scuola 

TRIESTE. «Non serve essere maghi, i numeri sono i numeri». Ugo Previti, segretario regionale della Uil scuola, aveva previsto tutto, già un mese e mezzo fa. Come i colleghi Adriano Zonta della Cgil, Donato Lamorte della Cisl e Giovanni Zanuttini di Snals-Confsal. In Fvg è arrivata ora la definitiva ufficialità ministeriale: una scuola su tre sarà senza preside titolare nell'anno scolastico 2016-17, un’incidenza doppia di quella nazionale.

A leggere il decreto dell'Ufficio scolastico regionale firmato da Pietro Biasiol, sono 52 gli istituti con reggenti, il 30,4% rispetto ai 171 del territorio. Il confronto l'aveva già fatto Zanuttini: «In Italia le scuole “scoperte” sono 1.346 scuole su 8.406, non si va oltre il 16%». Tra l'altro, informa ancora il sindacato, a fronte di 9 posti a disposizione per dirigenti di altre regioni, è arrivata una sola domanda (l'interessato potrà scegliere uno dei 52 posti coperti dai "locali"). Il Fvg, evidentemente, non risulta particolarmente appetibile.

 

 

A guardare la distribuzione dei “vuoti”, la percentuale più alta si rileva in provincia di Gorizia, con 11 reggenze su 25 (44%), quindi Pordenone (15 su 42, 35,7%), Udine (23 su 69, 33,3%) e Trieste (3 su 35, 8,6%). Delle 52 scuole interessate, in realtà, 5 (di cui 4 nell'Udinese, a Paularo, San Pietro al Natisone, Comeglians e San Daniele, e una nel Pordenonese, a Pasiano di Pordenone) non avrebbero comunque diritto al dirigente scolastico titolare per numero insufficiente di alunni (la soglia minima è 600, tetto che si abbassa a 400 nei Comuni di montagna e di aree caratterizzate da specificità linguistiche). Nei restanti 47 casi, però, pur in istituti che non risultano sottodimensionati, il ministero è stato costretto a nominare le reggenze. A Trieste nel caso del Rilke di Duino Aurisina (Cinzia Scheriani è il dirigente indicato), del Roli (Mauro Dellore) e del Ziga Zois (scuola d'insegnamento slovena, Loredana Giustin).

 

 

Le reggenze in provincia di Gorizia sono invece quelle del Perco (Silvia Steppi), del Dante Alighieri (Anna Maria Zilli), del Cossar-da Vinci (Claudio Riavis), del Cankar (Primoz Strani) e del Gregorcic (Elisabetta Kovic) nel capoluogo, dell'Uldarico Della Torre di Gradisca (Eleonora Carletti), del Giacich (Susanna Tessaro), del Randaccio (Rita Manzara) e del Cpia 1 di Gorizia (Marco Fragiacomo) a Monfalcone, del Dante Alighieri (Flaviana Zanolla) di Staranzano e del Marco Polo (Germano Lusnig) di Grado. In provincia di Udine ci saranno presidi reggenti anche negli istituti comprensivi di Aiello, Ampezzo, Aquileia, Cervignano, Faedis, Lestizza, Majano, Martignacco, Mortegliano, Pagnacco, Palazzolo, Palmanova, Paluzza, Rivignano e San Giorgio di Nogaro, negli Isis Linussio di Codroipo e Mattei di Latisana, nel liceo Bachmann di Tarvisio e nel bilingue di San Pietro al Natisone. Nel Pordenonese scoperture a Aviano, Azzano Decimo, Caneva, Casarsa, Cordovado, Meduno, Prata, San Vito al Tagliamento, Spilimbergo, Valvasone, Zoppola e in tre poli cittadini (Ic Pordenone Centro, istituto geometri Sandro Pertini e Cpia 1).

Il motivo di quella che i sindacati chiamano «decimazione»? L'assenza di concorsi che possa rimediare all'esaurimento delle graduatore dei dirigenti scolastici (risultano aperte solo quelle di Umbria e Campania). «Da almeno tre anni il ministero è colpevole di promesse mancate», denuncia Zonta. Con il risultato, aggiunge Previti, che il prossimo anno scolastico «una cinquantina di persone si troverà con il doppio lavoro, uno sforzo massacrante e, in vari casi, in realtà a lui sconosciute». Una situazione «non ottimale - osserva anche Lamorte - per mettere in atto tutto quello che la legge 107 ha scaricato sui dirigenti scolastici, a partire dalla complicata questione dei bandi sulla chiamata diretta del docenti da ambito». Ma c'è di più, segnala infine Zanuttini: «La situazione delle istituzioni scolastiche in generale e in particolare di quelle assegnate in reggenza è aggravata dalle nuove regole che, di fatto, rendono più difficile esonerare dall'insegnamento il docente che svolge il ruolo di vicario del dirigente e che, se sgravato da una parte di lavoro, potrebbe fornire una buona collaborazione».

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