Botti notturni anti-cinghiali, è protesta

Una coltivazione devastata dal passaggio di cinghiali a Villesse

Per tenere lontani gli animali alcuni agricoltori utilizzano dissuasori acustici. Il Comune: faremo verifiche

CORMONS. Scoppia il caso dei botti sparati per allontanare la fauna selvatica dai campi coltivati a Cormons. Proteste vibranti sono state fatte infatti da alcuni cittadini residenti nell'area di viale Roma e strade limitrofe per una novità che non è stata per nulla gradita dai residenti, messa in azione da alcuni coltivatori che detengono delle proprietà terriere nella zona.

Rumori simili a degli spari a cadenza fissa sono stati infatti uditi per diverse ore della scorsa notte da molti cittadini che, a causa proprio degli scoppi che scuotevano il buio, si sono inizialmente spaventati (qualcuno ha ipotizzato addirittura una sparatoria tra persone, tanto simile era il suono) e poi, svelato l'arcano, piuttosto arrabbiati per il fatto di non riuscire a chiudere occhio a causa del rumore stesso, che anche nei casi in cui veniva udito solo in lontananza infastidiva comunque i cani della zona, portandoli ad abbaiare. Insomma, un problema non da poco, perché tra i vigneti del Collio pone un problema tutto locale: il diritto dei viticoltori di difendere i propri campi dall'invasione di animali che rovinano il raccolto (cinghiali, caprioli, ma anche semplici uccelli) che però si scontra con quello dei residenti di poter lasciare le finestre aperte d'estate senza correre il rischio di non riuscire a prendere sonno.

L'argomento ha diviso molte persone: qualche cittadino oltre alla normale critica («se per proteggere i grappoli d'uva si deve spaventare la fauna selvatica e rompere le scatole ai cittadini siamo ben messi») ha aggiunto che verificherà «in Comune se tale pratica sia ammessa». Qualcun altro ha ironizzato evidenziando come questa attività l'abbia vista per la prima volta «in Emilia Romagna dieci anni fa, e mi sono detta: meno male che in Friuli non si usa sto sistema fastidioso. E invece...», ma a rispondere è stato anche chi nel mondo agricolo ci lavora. «Ok posso capire che possa infastidire, ma la fauna fa veramente troppi danni», è stata una delle repliche, mentre un'altra risposta stizzita nei confronti di chi protestava è stata «compratevi i tappi per le orecchie».

Non si è fatta attendere la controrisposta di uno dei cittadini arrabbiati: «Se il problema degli animalisti esiste, qui si tratta solo di trovare soluzioni nel rispetto di tutti. I tappi per le orecchie? A me non sembrano molto rispettosi. Allora quando servite i bicchieri al tavolo, invece delle patatine potreste portare una ciotola di tappini». Sul caso dei botti interviene anche l'amministrazione comunale. Tra coloro che hanno notato i rumori nottetempo da casa propria c'è stato infatti anche l'assessore all'Agricoltura Paolo Nardin: «Il problema esiste - sottolinea - comprendiamo le ragioni di tutti ma ovviamente prima di tutto bisogna capire se il rumore emesso da questi attrezzi sia entro i limiti di legge consentiti o meno. Faremo partire una verifica in tal senso come Comune in modo da mettere un primo punto in chiaro in questa vicenda».

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