Ferriera, Dipiazza “sfida” Serracchiani e invoca la revisione dell’Aia

L’area a caldo della Ferriera, uno dei punti costantemente sotto monitoraggio

Il sindaco punta il dito contro l’inquinamento acustico e i continui sforamenti delle soglie limite. «A rischio la salute dei cittadini. Va subito riesaminata l’autorizzazione rilasciata all’azienda»

TRIESTE Nel serrato duello istituzionale provocato dalla Ferriera il Comune ha ripreso l’iniziativa, come prevede e richiede il ruolo di sfidante della Regione. Il sindaco Roberto Dipiazza ha inviato una richiesta formale al governatore Debora Serracchiani, affinchè venga riesaminata l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) rilasciata in gennaio a Siderurgica Triestina.

 

 

Il casus belli è l’inquinamento acustico: il Municipio triestino eccepisce che i residenti servolani non possono aspettare 30 mesi prima che la situazione migliori. Tra l’altro nell’incontro del 21 luglio l’azienda - puntualizza il sindaco nella nota che accompagna la missiva trasmessa alla Regione - si era impegnata a contenere in sei mesi i tempi di intervento per risolvere il problema del rumore. 
 
A questo punto - scrive Dipiazza - la situazione «acclarata» di inquinamento acustico può comportare «possibili effetti sulla salute così come indicato dall’Azienda sanitaria»: l’analisi dei fatti, le ultime risposte fornite dall’assessore regionale all’Ambiente Sara Vito, la «situazione contingente» ha spinto il sindaco a un’ulteriore accelerazione nella prova di forza con la Regione e con il gruppo Arvedi.
 
Dipiazza scrive direttamente alla Serracchiani, per conoscenza all’assessore Vito e al dirigente regionale dell’Ambiente Luciano Agapito, responsabile della tutela da inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico. La lettera giunge alla richiesta di riesame previa ricostruzione “storica” di quanto avvenuto negli ultimi dieci mesi. Tutto è partito dalle segnalazioni di alcuni residenti, in seguito alle quali nell’ottobre dello scorso anno l’Arpa effettuava rilievi acustici in un’abitazione di Servola, accertando il superamento dei limiti di legge. Nel gennaio 2016 il Comune provvedeva a comminare la sanzione prevista, mentre l’Azienda sanitaria annotava «possibili effetti sulla salute per quanto riguarda l’esposizione a rumore misurata da Arpa regionale».
 
 
 
 
Arriviamo così - sempre seguendo la traccia della missiva di Dipiazza - alla primavera di quest’anno, quando Arpa, risollecitata dal Comune, rifaceva rilievi acustici, che ancora una volta superavano i limiti di legge. La documentazione inerente veniva inoltrata alla Regione nel dossier riguardante la seconda visita ispettiva effettuata dall’Agenzia in Ferriera.
 
Il 26 luglio scorso - prosegue l’epistola - Siderurgica Triestina ha presentato il Piano di risanamento acustico, con interventi mitigativi da attuarsi «entro i tempi previsti dall’Aia», cioè entro i successivi 30 mesi. Allora, obietta il Dipiazza-pensiero, i residenti di Servola debbono aspettare che la situazione migliori soltanto tra due anni e mezzo con i «possibili effetti sulla salute», di cui parla l’Azienda sanitaria in una nota del 2 febbraio 2016?
 
Domanda evidentemente retorica, alla quale il sindaco replica, in chiusura della lettera, chiedendo a Debora Serracchiani di avviare il riesame dell’Aia. Tra parentesi, con un filo di studiata malizia, Dipiazza scrive «con l’urgenza sanitaria del caso».
 
L’inquinamento acustico è solo uno dei “fascicoli” aperti dal Comune in pressing sulla Ferriera, dopo la vittoria di Dipiazza alle recenti amministrative. L’intenzione del municipio di installare proprie centraline per misurare i livello di inquinamento atmosferico aveva creato le premesse di un confronto piuttosto aspro con i vertici dell’Arpa. Nell’incontro Comune/azienda di giovedì 21 luglio, al quale aveva partecipato lo stesso cavalier Arvedi con un inaspettato coup de scene, tra le richieste dell’amministrazione, riferite dall’assessore Giorgio Rossi causa l’assenza di Dipiazza, c’era quella di un nuovo piano che riuscisse a ridurre i rumori in un lasso di tempo contenuto e non protratto per 30 mesi. Nella stessa circostanza il Comune aveva preannunciato che avrebbe chiesto la revisione dell’Aia. Detto e fatto: a distanza di un mese Dipiazza si è fatto vivo con la Serracchiani.
 
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