Terremoto, il Friuli Venezia Giulia manda 112 volontari

Le unità cinofile in partenza verso le zone colpite dal terremoto

Mobilitazione immediata come per l’Abruzzo e per l’Emilia Romagna. In Lazio 30 mezzi, tende e un elicottero. Subito i rilievi topografici dall’alto

TRIESTE. L’ha svegliata, alle 6.30 del mattino, una telefonata di Luciano Sulli, il direttore della Protezione civile regionale. Anche la sua terra, il Lazio, è ferita. Quattro ore dopo Debora Serracchiani, davanti ai giornalisti, rendeva noti i numeri dell’intervento del Friuli Venezia Giulia in centro Italia. L’impegno di chi conosce sulla propria pelle cosa vuol dire terremoto e può parlare da massimo esperto a livello sia di prevenzione che di emergenza.

 

 

L’incrocio delle date è una tragica beffa, osserva amaramente la presidente della Regione. Ad Amatrice, il paese raso al suolo in provincia di Rieti, tra sabato e domenica prossimi si sarebbe festeggiato il cinquantenario dell’amatriciana. E invece, verso quella direzione, altro che abbuffate, sono partiti dalla nostra regione un elicottero, 112 volontari, una trentina di mezzi, un’ambulanza della Croce Rossa, una tendopoli, quattro cani, un’eliambulanza: l’enorme sforzo del primo soccorso. Come già in Abruzzo, nel 2009, e in Emilia Romagna, nel 2012, il Fvg non ha bisogno di sollecitazioni.

Sulli si è messo a lavorare alle 4 del mattino, poche decine di minuti dopo la scossa. Dopo i primi contatti con Roma, ha comunicato lo stato d’allerta sismico al sistema regionale della Protezione civile. Attivata l’unità di crisi nel centro operativo di Palmanova, con l’obiettivo di mantenere un costante contatto con le aree del sisma, la Protezione civile Fvg ha quindi inviato in mattinata, con un elicottero, due unità cinofile del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico con destinazione Accumoli, nel rietino, e le squadre del soccorso alpino di Forni di Sopra e Maniago, che si sono poi spostate nel centro di Amatrice.

 

 

Un secondo gruppo proveniente da Visco con i cani Flo e Chicca, addestrati alla ricerca di persone sotto le macerie, guidati da quattro persone tra addestratori e tecnici, si è invece mosso via terra, ancora da Palmanova, mentre poco dopo ha preso il via la prima colonna di aiuti con 70 volontari (le adesioni della Venezia Giulia sono arrivate da Cormons, Gradisca e Ronchi dei Legionari) e 15 mezzi tra furgoni, pick-up e polivalenti a quattro ruote motrici con attrezzature e materiali utili per lo scavo e i primi allestimenti di una tendopoli. Tendopoli che sarà già operativa oggi, attorno a mezzogiorno, e in grado di ospitare 250 persone, oltre ai volontari. La Protezione civile regionale l’ha trasportata sempre nel pomeriggio di ieri con 12 bilici diretti nell’area di Amatrice. Nell’allestimento, di cui sarà protagonista anche l’associazione alpini, sono compresi generi di prima necessità per due-tre giorni, cucina da campo, docce e bagni chimici, oltre che tende, letti e coperte.

«Vi saluto con grandissimo orgoglio, grazie di cuore anche da parte dei presidenti delle Regioni colpite». Dopo avere informato i media della portata dell’intervento Fvg ed espresso (come Isabella De Monte e Furio Honsell) cordoglio per le vittime, Serracchiani, al telefono all’alba con i colleghi governatori dell’Umbria Catiuscia Marini e dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso, ha voluto salutare i volontari che si sono messi subito a disposizione (ai 70 della prima colonna si aggiungono 30 uomini del soccorso alpino e 12 componenti dello staff della Pc, Sulli in testa), persone che si avvicenderanno ogni sette-dieci giorni, una risorsa di immediata efficacia nella tradizione della Protezione civile Fvg.

 

 

Tra l’altro, hanno fatto sapere anche Sulli e il direttore tecnico Guglielmo Galasso, «siamo l’unica regione d’Italia in grado di effettuare i rilievi topografici dall’alto». Proprio come a L’Aquila sette anni fa, si alzerà in giornata un elicottero in grado di mappare l’accaduto e fornire un’immagine della situazione in tempo reale. Non si bada a spese. Non in casi del genere. Sono previsti due decreti da complessivi 500mila euro per i rilievi e la prima emergenza. «Firmo tutto», fa sapere la presidente respingendo sin d’ora le eventuali polemiche: «È fondamentale agire tempestivamente, non abbiamo certo il tempo di attendere autorizzazioni. Tutti i soldi spesi nella formazione, nella prevenzione e nell’evoluzione tecnologica dell’attività della Protezione civile sono un investimento, non una spesa».

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