La tragedia in Istria: l’indignazione si scatena sul web

Una veduta di Valle d'Istria

«Non hanno fatto ciò che dovevano. E hanno atteso che accadesse la disgrazia»

TRIESTE. C’è tristezza ma soprattutto rabbia tra i triestini che frequentano il campeggio Mon Perin, dopo la morte di Aleks Unussich. Qualcuno ha anche deciso di rientrare in anticipo dalle vacanze, lasciando quell’angolo di mare, sconvolto dall’accaduto, dopo aver assistito alla scena.

Prevale però la voglia di giustizia, per quell’uomo che lascia una compagna e una bimba piccola, perché, raccontano alcuni, quelle porte di vetro avevano già avuto problemi. Tanti si chiedono poi come mai fosse stato scelto un materiale così delicato, considerando che il bagno è un continuo via vai, anche di bimbi di corsa.

La maggior parte dei turisti arrivati dal capoluogo giuliano ha comunque deciso di restare, in una struttura che da tempo è molto amata da tantissime famiglie triestine. Da ieri tra tende e roulotte non si parla d’altro. «La cosa grave è che un mese fa era già scoppiato un vetro - racconta una triestina che preferisce restare anonima e che ha deciso di continuare la vacanza al Mon Perin -. È successo proprio nello stesso bagno, era la porta del retro, molti qui si erano accorti, anche se la causa scatenante non si era saputa. Si può parlare di sfortuna, ma i bagni sono nuovi, ci sono sempre bambini che li utilizzano, non capisco perché non hanno preso provvedimenti».

E il racconto della donna trova conferma anche nei commenti alla notizia su Facebook. «Sembra non fosse il primo vetro a rompersi così - ricorda Giovanna - ergo qualcuno ha aspettato che accadesse l’irreparabile». Sono continui i post sull’argomento, chi ricorda quei bagni ristrutturati di recente dove i materiali forse non erano adatti a un servizio per campeggio, chi parla di fatalità o destino crudele, la maggior parte però non ci sta e mette sotto accusa chiaramente quella lastra in vetro. «Tanti hanno detto sfortuna, tanti l’hanno chiamata sfiga, né l’una , né l’altra - dice Corrado - qui c’è qualcuno che non ha fatto ciò che doveva».

«Oltre alla tristezza infinita per questo povero uomo mi viene una rabbia feroce, come cavolo si possono mettere porte di vetro e neanche infrangibile in un campeggio? - si domanda Fabiana - Ci sono bambini che corrono, ho fatto anni di campeggio ma cose del genere non le ho mai viste!».

«Sono quarant’anni che vado in campeggio - scrive Jacopo - e non avevo mai sentito di porte in vetro nella zona bagni. Di solito legno, ferro o finto legno». Nella disperazione dell’accaduto almeno la notizia positiva che la bimba dell’uomo colpito dalla scheggia è rimasta illesa e a spiegare il motivo è uno dei parenti di Unussich, sempre attraverso il social network.

«Era con la figlioletta di due anni - scrive tra i commenti Facebook Tanja, sorella di Aleks - per fortuna lei aveva l’accappatoio che l’ha protetta». Alla rabbia della gente si aggiungono le condoglianze e i messaggi di affetto rivolti alla famiglia, da parte di chi conosceva l’uomo e di chi semplicemente è rimasto incredulo davanti a una tragedia che si è consumata in pochi minuti. Intanto sulla pagina Facebook del campeggio il 18 agosto, all’indomani della tragedia, è stata annunciata una serata di festa, con musica e spettacoli che secondo molti, vista la morte dell’uomo, forse si poteva evitare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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