Fedriga: referendum, un no per difendere la specialità

Massimiliano Fedriga

Il capogruppo della Lega alla Camera: la riforma di Renzi è nemica mortale del regionalismo, ci aspetta una totalità di poteri in mano all’esecutivo

TRIESTE. «La riforma costituzionale di Renzi è nemica mortale del regionalismo». Massimiliano Fedriga, capogruppo della Lega alla Camera e coordinatore del Carroccio in Fvg, è convinto che il no al referendum sia l’unica via per la difesa della specialità. «La riforma non tocca le Regioni autonome ma prevede la revisione degli statuti: il governo centralista avrà il coltello dalla parte del manico e tutto accade nella totale acquiescenza di Serracchiani. Renzi e Boschi si sono più volte espressi per l’eliminazione delle Regioni autonome».

I problemi della riforma stanno tutti qui?

No. Se la uniamo alla nuova legge elettorale ci aspetta uno scenario agghiacciante: totalità di poteri in mano all’esecutivo, controllo fatto da una camera nominata dal partito di governo. Appiattimento totale sulla volontà del premier: solo un Parlamento di servi poteva votare simile pazzia.

Tutti contro il governo?

Tutti per il buon senso che dice di votare no a una riforma centralista e antidemocratica. Ma Renzi ha detto che se perde va a casa: due piccioni con una fava.

Lei dice che la riforma è voluta dai poteri forti. Chi sono?

Lobby europee e multinazionali hanno interesse a togliere poteri ai territori per confrontarsi col governo sui propri affari. La riforma uccide le autonomie locali. Ne risentiranno le piccole imprese: il centro si cura dei grandi interessi. Roma non farà mai la fiscalità di vantaggio...

Intanto non si sa ancora quando si voterà.

Renzi sa che se perde deve dimettersi: rimanda per darsi tempo di approvare la legge di stabilità.

La sconfitta è così sicura?

Penso di sì. Mi auguro che il governo cada e i cittadini possano presto scegliere una nuova guida per l’Italia. Ma prima il Parlamento dovrà votare una nuova legge elettorale.

E dove si troverà la maggioranza per farlo?

Le maggioranze si trovano.

Anche per una nuova riforma costituzionale?

Non possiamo cedere al ricatto:approvare la riforma di Renzi per assenza di alternative.

E se vincesse il sì?

Renzi ucciderà la sua minoranza interna e continuerà a appoggiarsi ai trasformisti di Alfano e Verdini. Tenterà il “partito della nazione” ma non avrà grandi consensi.

Con questa legge elettorale il M5s può vincere davvero...

Infatti contestavano l’Italicum, ora tacciono. Si sono presentati come movimento di rottura ma seguono logiche da Prima Repubblica.

Riforma: cos’altro non va?

Non c’è alleggerimento del processo legislativo: il Senato avrà 40 giorni per il parere sulle norme approvate dalla Camera. Un Senato designato con elezioni di secondo grado prelude al dominio delle segreterie di partito: più coerente abolirlo. Poi, il peccato originale. Il Parlamento aveva diritto di lavorare anche dopo il giudizio di incostituzionalità sul Porcellum, ma un conto è varare leggi ordinarie, altro rivedere totalmente la Costituzione col consenso reale di un quarto di elettori.

A novembre si apre il confronto nel centrodestra: la Lega lepenista rivendicherà la leadership?

È lepenismo abolizione della riforma Fornero, lotta all’immigrazione clandestina, richiesta di un’Europa dei popoli? A me pare solo buon senso. Salvini può essere il leader di coalizione: i sondaggi dicono che ha portato la Lega a terza forza nel paese. E poi, centrodestra e centrosinistra sono categorie superate. Abbiamo tutt’altra idea della rappresentanza e vogliamo introdurre la possibilità di indire referendum su leggi Ue, trattati internazionali, misure economiche.

In Fvg avete chiesto senza successo referendum contro le riforme. L’opposizione non si fa più in aula?

Li hanno chiesti i comitati di cittadini. E le riforme sono controriforme. Lo dicono i dati sulla sanità e le proteste sulle Uti dei pochi sindaci di sinistra che hanno avuto il coraggio di esporsi contro la piccola dittatrice romana.

Lei si è autocandidato per le regionali.

Mi sono messo a disposizione, è diverso: niente personalismi, o ci schiantiamo. La Lega ha avuto fortissimo aumento di consensi e mi sono reso disponibile per costruire una squadra che valorizzi l’autonomia e dia prospettiva diversa al Fvg.

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