Honsell sulle unioni civili: «Udine non umilia i suoi cittadini»

Il sindaco di Udine Furio Honsell

«Noi non facciamo alcuna differenza con i matrimoni tradizionali»

TRIESTE. A Udine, l’unico capoluogo di provincia rimasto sotto la guida del centrosinistra in Friuli Venezia Giulia, le nozze arcobaleno sono le benvenute e saranno trattate esattamente come i matrimoni tradizionali. «Nel Comune di Udine le sale per le celebrazioni, gli orari, le modalità di prenotazione e le tariffe sono le stesse per matrimoni e unioni civili - precisa il sindaco Furio Honsell - . E io sarò ben lieto di celebrarle, perché penso che la legge sulle unioni civili sia un passo in avanti importante per l’eliminazione di un’oggettiva discriminazione ai danni di una parte della popolazione. La Cirinnà, anche se può essere ulteriormente migliorata, è già un risultato significativo, perché finalmente ci pone allo stesso livello delle più importanti democrazie del mondo».

 

 

L’assessore competente, Antonella Nonino, spiega che «per la celebrazione delle unioni civili ci siamo mossi immediatamente perché a Udine i matrimoni sono numerosi e, già nei giorni immediatamente successivi all’approvazione della Cirinnà, avevamo avuto una ventina di coppie omosessuali che si erano rivolte ai nostri uffici per avere informazioni. Perciò nei primi giorni di luglio abbiamo indetto un’istruttoria in giunta per definire luoghi e modalità delle unioni civili. Così quando sono arrivati i decreti attuativi della Cirinnà, a fine luglio, noi eravamo già pronti per partire. Per garantire un uguale trattamento abbiamo inserito il calendario delle unioni civili nel calendario matrimoni.

 

 

Al momento le può celebrare solo il sindaco o, previa delega, il segretario generale. In seguito, anche in base al numero di richieste, vedremo se estendere questa facoltà ad altri soggetti». Finora le istruttorie giunte a conclusione riguardano solo due coppie omosessuali, ma visto il numero di coppie che ha richiesto informazioni in merito la cifra sembra destinata a crescere. «Questa legge è agli inizi - commenta Honsell - e quindi probabilmente non è ancora conosciuta in tutti i dettagli. Visto che stiamo parlando di un passo molto importante per la vita di una persona immagino che in tanti ci stiano riflettendo seriamente. E agosto non è sicuramente il mese più gettonato per i matrimoni». Quanto alle scelte del sindaco Dipiazza, per Honsell non sono condivisibili: «La sua è una posizione non sufficientemente sensibile nei confronti di persone che per il loro diverso orientamento sessuale hanno molto sofferto in passato, costrette a vivere in modo nascosto e clandestino le proprie relazioni. Questa legge ha un significato paritetico e non discriminatorio. In questo senso un sindaco che ha a cuore il benessere di tutti i suoi cittadini dovrebbe salutarla positivamente. Rispetto la scelta dell’obiezione di coscienza, ma non la condivido».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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