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Stabilimenti balneari: prorogato il decreto. Grado, cessato allarme

Nessuna data di scadenza per le concessioni in vigore. Il senatore Maran: «Ora la stagione può andare avanti»

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La spiaggia di Grado 

GRADO. In attesa del riordino attuativo da parte del Governo, il Senato ha nel frattempo approvato la proroga delle concessioni per gli stabilimenti balneari. Proprio un bel sospiro di sollievo anche a Grado per chi oggi gestisce su concessione gli stabilimenti pagando profumatamente la stessa concessione e spendendo altresì non poco per la manutenzione e quelle poche migliorie che ormai hanno deciso di fare nell'incertezza assoluta di questo periodo. Nessuna data di scadenza per le concessioni in vigore, quindi sine die, ma con la precisazione, appunto, che dovrà essere il Governo a predisporre lo specifico decreto che non si sa quando sarà fatto.

 

 

Sottolinea il senatore Alessandro Maran che ha dato la notizia: «In attesa della revisione del quadro normativo in materia di concessioni di beni demaniali marittimi con finalità turistico-ricreative rimangono in piedi le concessioni in vigore e che scadevano quest'anno. Ed è quel che più conta». Nel frattempo l'Italia dovrà continuare a pagare la sanzione che la Comunità europea ha fissato poiché è in atto la procedura di inflazione relativa al mancato adeguamento alle disposizioni europee. Due, in realtà, le disposizioni, pur se legate una all'altra. Una è il divieto di prorogare le concessioni in essere, l'altra l'obbligo di mettere a gara, anno per anno, le stesse concessioni. Su questo i concessionari degli stabilimenti balneari e le organizzazioni sindacali di categoria, hanno, e continuano a battagliare poiché sostengono che così vengono vanificati i cospicui investimenti fatti in questi anni.

Non solo. Tutti hanno dichiarato in più occasioni che nessuno pensa più a investire per il futuro così in realtà danneggiando anche i bagnanti che non troveranno più migliorie e nuovi servizi nelle spiagge che frequentano magari da anni proprio perché curate, aggiornate e migliorate di anno in anno dai concessionari. Il decreto convertito in legge pochi giorni fa recita testualmente: «Nelle more della revisione e del riordino della materia in conformità ai princìpi di derivazione europea, per garantire certezza alle situazioni giuridiche in atto e assicurare l'interesse pubblico all'ordinata gestione del demanio senza soluzione di continuità, conservano validità i rapporti già instaurati».

Il senatore gradese Alessandro Maran ribadisce che la cosa più importante era di consentire ai concessionari di andare regolarmente avanti; in caso contrario le concessioni sarebbero scadute alla fine dell'anno».

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