Vigili urbani nella movida per stanare i “furbetti”

La vita serale in via Torino

Il vicesindaco Roberti raccoglie la richiesta di Giorgi di potenziare i controlli. «Il problema non riguarda soltanto il centro ma anche la periferia»

TRIESTE Vigili urbani tra spritz, mojito e cuba libre. La giunta Dipiazza, dopo le ronde in viale XX Settembre, intende rafforzare i controlli anche nei locali del divertimento triestino. In attesa del nuovo regolamento sulla “movida”, il vicesindaco Pierpaolo Roberti raccoglie il pressing del collega Lorenzo Giorgi. L’assessore al Commercio aveva auspicato maggiori verifiche tra gli esercenti, compresi i kebab e bazar etnici che vendono bottiglie di vetro. Un invito che Roberti raccoglie subito. «Giorgi ha ragione e attuerò il suo consiglio - spiega il leghista - i furbetti che infrangono le regole vanno stanati. Quelli vanno puniti. La maggior parte dei gestori lavora nel pieno rispetto delle norme ma quelli fuori controllo non vanno tollerati. Mi riferiscono che questo avviene tanto in centro quanto in periferia. C’è chi pensa di non essere visto proprio perché è fuori dal giro più frequentato dai giovani...».

 

 

Il Comune, però, non intende mollare la presa sulla vigilanza: «È prevista una costante presenza di agenti della Polizia commerciale dedicata appositamente a questo. Non prevedo un particolare inasprimento delle misure di controllo - ci tiene a puntualizzare il vicesindaco - anche perché stiamo già facendo un lavoro egregio con gli agenti. Però è chiaro che, non appena abbiamo una segnalazione, ci muoviamo subito. L’attenzione è sempre più alta con questa nuova amministrazione compresi gli accertamenti serali». Il servizio di vigilanza, stando alle normative, potrà entrare a pieno regime coprendo l’intera fascia notturna quando gli agenti saranno dotati di armi. «Dobbiamo riorganizzare il corpo - ricorda Roberti - ma non appena disporremo anche del futuro regolamento sulla “movida” sarà possibile capire effettivamente come misurare le forze in campo e su cosa concentrarci soprattutto».

Giorgi ha annunciato che il documento sarà pronto a fine anno in tempo utile per l’iter consiliare e per entrare in vigore la prossima stagione estiva. Quattro, in particolare, i possibili interventi: un limite preciso ai decibel degli impianti, innanzitutto, con verifiche ai singoli locali. In caso di superamento dei decibel fissati scatterà la “piombatura” degli impianti audio.

 

 

«Blocchiamo le rotelline dei volumi, soprattutto quelle dei bassi», spiegava Giorgi. L’altro punto investe il sistema di sanzioni, più alte per i trasgressori. Ma niente chiusura dell’attività per chi sfora la prima volta, come invece avviene ora. Le multe dovrebbero aggirarsi attorno ai 500 euro e potrebbero salire proporzionalmente, raddoppiando alla seconda violazione e triplicando alla terza. Il fermo potrebbe arrivare dal Comune con il terzo sforamento.

Ha suscitato critiche, invece, lo stop alle consumazioni ai tavolini posti all’esterno dei locali dopo le tre di notte. L’assessore al Commercio punta a intervenire con un divieto dei dehors: un modo per evitare gente con i bicchieri in mano a chiacchierare a notte fonda. A partire da una certa ora, non ancora precisata, non sarà neppure permesso girare in città con bottiglie di vetro. «Il problema - sottolineava Giorgi illustrando le iniziative - è chi si aggira con bottiglie. Le abbandonano per strada o, come mi è capitato di vedere, le lanciano per terra o sui muri. Pensiamo a tutti quei ragazzini che comprano la roba nei supermercati e si sbronzano...». Anche questo rientrerà tra le misure di controllo della Polizia locale. L’intera filosofia del provvedimento, criticato dai giovani ma tutto sommato accolto dai gestori, è far convivere il diritto al divertimento col diritto al riposo. «A Trieste il problema non è tanto la movida - insisteva l’assessore - quanto l’educazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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