Trieste, Cosolini: «Con Dipiazza solo slogan, scene e falsità»

Da sinistra: Fabiana Martini, Roberto Cosolini, Laura Famulari, Edi Kraus, Elena Marchigiani e Roberto Treu ieri al Tommaseo (foto Lasorte)

Dalla Ferriera al Mercato ittico: l'ex sindaco attacca i «flop» collezionati dalla giunta nei primi 40 giorni di mandato

TRIESTE «Il Porto vecchio? Non se ne sa più nulla». «La Ferriera? Chi ha voluto la stretta sui controlli siamo stati noi». «I solai delle scuole? L’edilizia scolastica era la nostra priorità». «Il Mercato ittico? Avevamo già programmato i lavori per questo mese».

Stufo di «slogan, sceneggiate e falsità», Roberto Cosolini tenta di smascherare le verità di centrodestra che vengono ora raccontate in piazza Unità e che secondo lui non sono altro che «un mese di strumentale furia demolitrice messa in campo da Roberto Dipiazza».

Accanto a lui l’ex vicesindaca Fabiana Martini e poco più discosti gli ex assessori Laura Famulari, Edy Kraus, Roberto Treu, Elena Marchigiani oltre alla presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat, la neosegretaria provinciale del Pd Adele Pino e alcuni consiglieri comunali.

«L’ordinanza nei confronti dei parcheggiatori abusivi e venditori ambulanti li sposta dalle Rive ad altre zone della città - rileva Cosolini - con la scadenza del 30 settembre. Vorremmo confrontarci con un provvedimento che affronti strutturalmente il problema. Allo stesso modo sull’attesa ordinanza anti-barboni.

Credo che la soluzione definitiva sarà data dall’apertura prevista per l’autunno del dormitorio progettato dall’amministrazione comunale precedente che in questo modo dimostra di aver lavorato per affrontare proprio questo problema.

Nemmeno commento l’epiteto che un consigliere comunale ha usato nei confronti di Ics e Caritas - ha aggiunto l’ex sindaco - ma chiedo formalmente a sindaco, vicesindaco e assessore alle politiche sociale di dire se ritengono di censurare o meno la definizione di mafiosi».

Altre falsità, secondo Cosolini: «Hanno detto che 25 telecamere su 70 per incuria erano fuori servizio, ma i tecnici affermano che il 20 giugno erano funzionanti. Non vorrei nemmeno commentare i pavimenti in vinile-amianto ricevuti in eredità, la scuola da trent’anni in un container che abbiamo sistemato, lo stato indecoroso in cui era stata lasciata la De Marchi, ma voglio sottolineare che per i solai gli interventi erano già programmati.

Non sarà nemmeno necessario salvare i teatri perché abbiamo garantito ogni anno dal 2011 al 2016 almeno due milioni di finanziamenti. Anche al Mercato ittico i lavori erano già programmati, ma siccome richiedevano la chiusura di alcuni giorni attendevamo il momento migliore, cioè agosto con il fermopesca. L’arrivo dei Nas ha solo costretto ad anticipare. Nessuna inadempienza dunque visto che sono stati usati fondi già stanziati».

L’ex sindaco ritiene giusta la grande soddisfazione per Triestestate e i concerti di Iron Maiden, Mika e Cristicchi. «A Dipiazza - ha affermato - il compito di garantire eventi internazionali di analogo livello». Vede però anche «cose preoccupanti», come il fatto che «l’assessore Bucci non sappia cos’è Discover Trieste che ha permesso una crescita turistica doppia rispetto alla media regionale. Segnano il passo - ha aggiunto - cose importanti: l’Agenzia regionale per il diritto allo studio sta per riconsegnare 60 appartamenti in zona Urban.

Il nostro progetto ne prevedeva 28 a giovani coppie o triestini e i restanti 32 per giovani che vengono a Trieste in particolare per progetti di formazione legati all’Accademia del mare e all’Istituto tecnico superiore del Volta. Il bando per essere fruibile da ottobre-novembre dovrebbe uscire ora. Noi avevamo anche varato un bando - ha specificato - per l’avvio di imprese promosse da giovani e siccome il motto del mio avversario è “lavoro, lavoro, lavoro”, è peccato che questo bando giaccia in qualche cassetto».

«Sulla Ferriera, anche se forse non l’abbiamo comunicato bene - la conclusione di Cosolini - a stringere i controlli è stata la nostra amministrazione con la centralina di San Lorenzo in Selva, quattro ordinanze in presenza di sforamento delle emissioni e indagini su odori e stress. Il Comune quando dice che vuole un ruolo più forte si muove in continuità e non in discontinuità con la giunta precedente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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