A Trieste scatta l’offensiva anti-barboni

Un barbone usa una gradinata come letto

Il vicesindaco Roberti prepara un’ordinanza per allontanare i senzatetto dall’area del centro città. Dormire in strada diventa “reato”: previsti sgomberi coatti e sequestro di coperte e cartoni per chi viene sorpreso su panche e gradini

TRIESTE Guerra ai clochard. Dopo la caccia ai parcheggiatori abusivi delle Rive, le sanzioni ai profughi del Silos e la battaglia ai mendicanti, la giunta Dipiazza inaugura una nuova pagina del programma di governo della città. All’insegna della tolleranza zero. Nel mirino, stavolta, finiscono i senzatetto. Il vice-sindaco Pierpaolo Roberti sta preparando un’ordinanza con la quale farà divieto assoluto, a chiunque, di dormire o bivaccare per strada. Giorno e notte. Questione di «ordine e decoro», puntualizza il leghista. Il documento, che sarà sottoposto al vaglio della Prefettura tra domani e dopodomani, entrerà in vigore entro agosto. L’iniziativa del vice-sindaco prende le mosse da una constatazione: il progressivo aumento di persone, sia migranti che residenti, accampate per strada nei dintorni della Stazione ferroviaria.

 

 

Come noto, al problema della povertà talvolta sommano quello dell’alcol. L’ordinanza di Roberti è circoscritta quindi a punti ben precisi: l’ingresso del Porto Vecchio, dove da tempo alloggia un gruppo di rom di nazionalità bulgara; e piazza Libertà, in cui è facile imbattersi in homeless stesi sulle panchine. A ciò si aggiungono i gradini della Sala Tripcovich che, ogni notte, fungono da riparo a intere famiglie, spesso di stranieri. Via tutti. E via tutto.

Già, perché l’ordinanza del leghista non intende soltanto impedire a chicchessia di coricarsi all’aria aperta, ma punta anche alla pulizia. Il decoro, appunto. Giacigli, scatoloni, carrelli, coperte e quant’altro venga lasciato per strada saranno rimossi e gettati nella spazzatura. La roba accatastata all’ingresso del Porto Vecchio, ad esempio, presto sparirà. Per ragioni di regolarità amministrativa il documento della giunta Dipiazza avrà una validità limitata al 30 ottobre. L’ordinanza, infatti, è uno strumento del sindaco che giustifica interventi urgenti e temporanei. «Ma l’intenzione - precisa Roberti - è far in modo che il provvedimento possa essere definitivo». La formula giusta andrà concordata con la prefettura perché il leghista non intende far sconti. «Piazza Libertà, l’entrata della Tripcovich e del Porto Vecchio, non possono trasformarsi in dormitori pubblici, non possiamo tollerare chi sta per terra - osserva il vice-sindaco con delega alla Sicurezza - il degrado va contrastato». Per i trasgressori non sono previste sanzioni. «No - sottolinea l’esponente della giunta Dipiazza - questo non è possibile perché sono persone povere che non hanno soldi per pagare. Non incasseremmo nulla. In ogni caso- ripete - questo dell’ordinanza è l’unica modalità per mandare via la gente dalla strada e per buttare in spazzatura tutti gli effetti personali abbandonati». Va da sé che in Stazione ferroviaria e dintorni saranno rafforzati i controlli.

 

 

«Ci sono i mendicanti di professione - evidenzia Roberti - e c’è chi vive per strada per scelta, cioè chi rifiuta qualsiasi aiuto. Per non parlare di chi proviene dai Paesi dell’Est con la speranza di una vita migliore. Ma se pensano che quello sia il modo, tornino a casa loro. Mi dispiace per chi versa in condizioni di povertà, ma non è accettabile che quella zona, che è il biglietto da visita della città, si presenti così. In ogni caso - ci tiene a rimarcare il vice-sindaco - a Trieste i servizi sociali sono a disposizione per aiutare tutti. Chi sta in strada lo fa per scelta».

Prima di emettere l’ordinanza Roberti incontrerà le associazioni e le onlus impegnate nel sostegno dei senzatetto: «A loro dirò semplicemente che il Comune non è disposto a tollerare questi fenomeni di degrado cittadino e che si deve approdare a una soluzione. Perché - avverte - non vorremmo trovarci nelle condizioni di sgomberare strade e panchine o di buttare via la roba di queste persone. So per certo che la maggior parte dei senzatetto sono stranieri - chiosa il vice-sindaco - sono qua per una vita migliore. Ma la strada non è la vita migliore che cercavano».

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