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Nasce al Bastione fiorito l'Alinari image museum

Iniziato l’allestimento dopo che il Comune ha concluso i lavori impiantistici. L’inaugurazionea San Giusto ai primi di ottobre con una mostra di Franco Pace

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Un rendering dell' "Alinari image museum" in fase di allestimento 

TRIESTE A questo punto di ritardi non ce ne saranno più. L’Alinari Image Museum (Aim) sarà inaugurato nei primissimi giorni di ottobre. Il Comune ha concluso di recente, al Bastione fiorito del castello di San Giusto, i lavori di propria competenza, vale a dire l’articolata impiantistica e alcuni interventi relativi alla sicurezza, e consegnato (diversi mesi dopo le previsioni) le chiavi della struttura alla Fondazione Alinari, la quale ha già avviato i lavori di allestimento, stimati in 120 giorni.

Ci sono anche i primi punti fermi di un programma di mostre ancora “work in progress”. La struttura multimediale, che racconterà l’evoluzione dell’immagine nell’era della fotografia digitale, sarà inaugurata con una rassegna di immagini, analogiche e digitali, di Franco Pace sui “J Class”, gli enormi ma elegantissimi scafi che disputarono la Coppa America negli anni Trenta. Una scelta chiaramente legata al periodo della Barcolana, in cui appunto si aprirà il nuovo museo.

A definire i programmi sarà un comitato di indirizzo costituito da sei componenti: Claudio de Polo Saibanti, presidente della Fondazione Alinari; Emanuela Sesti, direttore della Fondazione; Cristina Benussi, delegata del rettore dell’Università di Trieste per i rapporti culturali; Elio De Anna, già assessore regionale alla Cultura ed ex presidente del Craf (Centro ricerche e archiviazione della fotografia di Spilimbergo); Claudia Colecchia, responsabile delle biblioteche dei Musei civici di Trieste (e quindi anche delle vaste collezioni fotografiche); Silvia Bianco, responsabile delle gallerie d’arte e della fototeca del Comune di Udine.

Nella realizzazione e nella futura gestione dell’Aim convergono dunque numerose e diversificate competenze. L’allestimento di quello che, nel settore fotografico, sarà il terzo museo multimediale in Europa (dopo quelli di Londra e Parigi) è stato infatti progettato da Massimiliano Pinucci, creatore del museo multimediale della Piaggio a Pontedera e docente all’Isia (Istituto superiore per le industrie artistiche) di Firenze. Sul piano tecnologico, in particolare per quanto riguarda gli aspetti di “realtà aumentata”, Pinucci è affiancato da Piero Miceu, presidente di Arsenal, società con sede all’Area Science Park che si occupa di simulazioni e realtà virtuale. In attività di coordinamento è invece impegnato Paolo Cavallini, mentre la responsabilità della parte didattica dell’Aim è stata affidata a Corrado Premuda.

L’Aim sarà allo stesso tempo un concentrato di immagini e di tecnologia dell’immagine. A cominciare dalla quarantina di monitor, proiettori e microcomputer, di ultima generazione, collegati a un server in cui sono state “caricate” 50mila fotografie dell’Archivio Alinari. Da questo server, con un apposito software saranno prelevate di volta in volta le immagini per l’allestimento di mostre tematiche.
Il server al Bastione Fiorito sarà inoltre collegato via Internet con il “data base” dell’Alinari a Firenze (ricco di oltre 5 milioni di fotografie), da dove si potranno anche allestire mostre specifiche a Trieste o modificare a distanza quelle esistenti. Il gigantesco archivio dell’Alinari sarà anche consultabile dai visitatori dell’Aim attraverso apposite postazioni.

Una volta a regime, il costo di questo particolare museo sfiorerà i due milioni di euro. «Come Alinari - spiega Claudio de Polo Saibanti - abbiamo impegnato 850mila euro, tra il copyright per nove anni e i lavori di allestimento. Il Fondo Trieste ha destinato 90 mila euro per hardware e software. La Regione - prosegue - ha stanziato 600mila euro, per il “data base” delle foto, il progetto e il marketing, mentre l’apporto del Comune è valutato attorno ai 360mila euro, equivalenti alla concessione gratuita degli spazi per nove anni».
 

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