Il Comune blocca il restauro della fontana di piazza Unità

La fontana dei Quattro Continenti (Lasorte)

Stoppata la riqualificazione affidata all’AcegasApsAmga dalla giunta Cosolini allo scopo di porre rimedio agli atti vandalici e di riparare il sistema idraulico

TRIESTE La giunta Dipiazza blocca il restauro della fontana dei Quattro Continenti di piazza Unità. Niente lavori, fino a nuovo ordine. Il motivo? Sostanzialmente un mistero. L’intervento era stato deciso e programmato dalla precedente amministrazione comunale in seguito all’atto vandalico dello scorso ottobre. L’opera includeva la messa in sicurezza, la riparazione dei danneggiamenti e il ripristino dell’impianto idraulico. La fontana avrebbe così ripreso a zampillare.

 

 

Era a secco da una decina d’anni. Se ne sarebbe dovuto occupare direttamente l’AcegasApsAmga, come si evince dalla determina dirigenziale del primo dicembre, la numero 3840, che porta la firma di due dirigenti del municipio. La spesa prevista, a carico del bilancio, ammontava a 188 mila euro. L’affidamento del cantiere rientra in un contratto del ’99, secondo cui la manutenzione delle fontane spetta all’ex municipalizzata per la durata di vent’anni. Nella documentazione in mano agli uffici si parla di un intervento «urgente», tanto che la multiutility aveva già presentato un progetto e l’iter, da quanto si è saputo, era a un passo dalla fase esecutiva.

 

 

Come informa l’ex assessore ai Lavori pubblici, Andrea Dapretto, «eravamo alle battute finali, si poteva cominciare». Dapretto si riferisce alle settimane che hanno preceduto le elezioni. Poi, con la nuova giunta municipale, lo stop. Acegas è stata fermata. Perché? L’intervento non rientra più nei piani del Comune? O si farà, magari appaltando (c’è una gara?) ad altri? Chi? E il contratto «ventennale» in essere con Acegas è valido? Interrogativi che non hanno risposta. Dall’attuale assessore ai Lavori pubblici, Elisa Lodi di Fratelli d’Italia, contattata, non si hanno spiegazioni in merito.

Se ne incarica il collega Giorgio Rossi, responsabile ora di Bilancio, Sport, Cultura e Giovani. «Una semplice pausa di riflessione - afferma - fa parte delle cose che dobbiamo scegliere se fare o no. Poi si pone una altra domanda - aggiunge Rossi, che in passato ha gestito l’assessorato in capo ora a Lodi - dobbiamo riflettere se è il caso di dotare la fontana di acqua. Ha senso metterla? Perché in effetti si pone il problema dei consumi e della bora d’inverno. Per il momento quindi stiamo fermi».

L’ex assessore Dapretto allarga le braccia: «Mi pare un po’ strano - commenta - mi ricordo che ormai il restauro era imminente, anche perché le ultime riunioni conclusive con Acegas erano state fatte. Tutto era a posto, bastava partire».

La fontana ha una storia curiosa. Fu costruita nel 1754, assieme a quella del “Giovanin” a Ponterosso e a quella del Nettuno in piazza della Borsa, per volontà dell’imperatrice Maria Teresa per celebrare la costruzione del nuovo acquedotto. È un’opera dello scultore bergamasco Giovanni Mazzoleni e rappresenta i quattro continenti allora conosciuti (Europa, Asia, Africa e America). Nel settembre del ’38 viene completamente smontata per far posto al palco di Mussolini che da Trieste emana le leggi razziali. Rimane in magazzino fino al ’70, ma quando ricompare trova posto in una posizione più decentrata. Per poi essere spostata nuovamente al centro, nel 2000, nell’ambito della ristrutturazione dell’intera piazza. Innumerevoli gli atti vandalici avvenuti negli ultimi anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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