Pokemon Go, la follia contagia Trieste

Il gioco di Pokemon Go a Trieste (Lasorte)

Venerdì 22 luglio alle 20.45 in piazza Unità il secondo raduno locale dei giocatori. La comunità di cacciatori è a quota 1.300

TRIESTE. Un gruppo di ragazzini gira attorno alla fontana di piazza Unità d'Italia con i telefonini, staranno immortalando il monumento? No, pare abbiamo catturato un Pokemon. E questa sera, venerdì 22 luglio, alle 20.45 proprio in piazza Unità d'Italia ci sarà il secondo raduno locale di giocatori (il primo si è svolto il 12 luglio), con un'invasione di persone munite di smartphone, a caccia di mostricciatoli. Anche a Trieste tutti pazzi per l'ultima frontiera del gioco online, che in tutto il mondo in poche settimane ha superato i 30 milioni di download. Numeri da record per Pokemon Go, che si basa sulla realtà virtuale inserita nella vita reale. Ma come funziona esattamente? Ogni giocatore scarica una mappa sul suo telefonino e quando si sposta vede apparire qua e là un Pokemon, che dovrà catturare con poche e semplici mosse, obiettivo prenderne quanti più possibile, allenarli e usarli per partecipare a dei combattimenti con altre persone.

Sul sito ufficiale si legge come suggerimento a chi inizia: «Non perdere altro tempo, corri fuori e comincia a catturare Pokemon selvatici. Esplora paesi e città vicini e lontani per catturare più Pokemon che puoi. Mentre sei in giro, il tuo smartphone vibrerà quando ci sono Pokemon nelle vicinanze. E quando incontrerai un Pokemon, prendi la mira sul touch screen del tuo smartphone e lancia una Poke Ball per catturarlo. Non ti distrarre o se la darà a gambe! Cerca anche i Pokestop disseminati nei posti più famosi, come opere di arte pubblica, luoghi d'interesse storico e monumenti dove potrai raccogliere Poke Ball e altri strumenti». Su Facebook la comunità triestina di giocatori segna 1300 adesioni circa, sulla bacheca vengono comunicate notizie su aggiornamenti ma anche curiosità sui punti dove sono stati trovati i protagonisti del gioco. Matteo avverte di averne preso uno a Duino, Andra scrive: «Ragazzi c’è un super Pokemon a pochi metri dalla fine del molo Audace». Sono tante le città italiane a raccogliere gruppi di giocatori, più o meno numerosi, che si danno anche appuntamento dal vivo per studiare insieme strategie di squadra o per confrontarsi su esperienze maturate. La comunità Pokemon Go Italia su Facebook ha oltre 130mila iscritti e interazioni costanti, tanto che è stata fatta anche una guida alle domande più frequenti con le relative risposte.

I tanti, tantissimi ragazzini non sono però gli unici fruitori, parecchi sono pure adulti, alle volte rapiti a tal punto dal gioco da prendere ferie dal lavoro o addirittura da licenziarsi, come il barista neozelandese Tom Currie, che ha mollato l'occupazione in un ristorante per concentrarsi a tempo pieno sulla nuova avventura. E si è messo pure a viaggiare per collezionare tutti i mostri esistenti. E mentre Gianni Morandi ai fans annuncia di aver catturato il suo primo Pokemon e a New York una folla incredibile accorre Central Park dopo un "avvistamento raro", capita anche l'episodio di una ragazza investita da un'auto perché si era distratta mentre cercava un animaletto virtuale. Sul web non mancano le proteste, di chi definisce la novità "inutile perdita di tempo", che pensa abbia "un effetto social devastante". Poco importa alla Nintendo, i ricavi derivanti dagli acquisti in app sono stati di circa 35 milioni di dollari, si parla di 6.5 milioni di dollari al giorno ottenuti e di una percentuale di nuovi clienti del +53%.

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