Gorizia: tintarella sui monumenti, migranti cacciati

Un gruppo di richiedenti asilo mentre chiacchiera al parco della Rimembranza

Allontanati dalla polizia municipale dal parco delle Rimembranza e dalla Valletta del Corno. Romoli: «Giro di vite»

GORIZIA Puntuale è arrivato il giro di vite annunciato dal sindaco Ettore Romoli nei confronti dei migranti che hanno temporaneamente trovato ricovero a Gorizia. In attesa della riunione del comitato dell’ordine pubblico che dovrebbe svolgersi oggi al rientro dalla ferie del prefetto Alberti, il primo cittadino ha rafforzato i controlli nei parchi e nelle zone più frequentate e a rischio della città dopo la rissa tra afghani e pakistani avvenuta ai Giardini pubblici e dopo il tentativo di violenza denunciato al parco Piuma.

A mostrare i muscoli è statala polizia municipale del comandante Muzzatti per quante riguarda le aree urbane ma anche polizia e carabinieri hanno intensificato i loro pattugliamenti nel Goriziano. Nel fine settimana i vigili sono intervenuti con una certa decisione al parco della Rimembranza dove erano stati segnalati cinque profughi che stavano prendendo la tintarella sul monumento ai Caduti. Chiaro che per loro non ha alcun valore, ma non è certo un lettino solare.

I richiedenti asilo sono stati allontanati dal parco dopo essere stati redarguiti, ma non sono stati presi altri provvedimenti. Pare di tornare indietro di un anno. Ma dopo i due recenti gravi episodi in città tira una brutta aria, c'è più tensione ed è aumentata la diffidenza nei confronti degli immigrati. Negli ultimi due anni non avevano mai creato problemi di ordine pubblico, alla luce degli ultimi fatti il sindaco ha deciso di assumere delle iniziative, ossia di fare prevenzione sul territorio.

«Mi sembra giusto e normale aumentare i controlli di questi tempi, chiamatelo pure giro di vite, io deve tutelare l'incolumità dei miei cittadini», osserva Romoli. «Sono rimasto molto colpito dalla rissa ai giardini pubblici dove avrebbero potuto involontariamente rimanere coinvolte mamme con i loro bambini. Quello è un posto loro, per i loro giochi. Il parco non può diventare un terreno di battaglia per i profughi che intendono regolare i loro conti. Adesso vedremo cosa deciderà il comitato per l’ordine pubblico da me chiesto».

Nessun vero allarmismo ma il primo cittadino resta con la guardia alzata. Tanto è vero che ha anche rispolverato un’ordinanza anti-bivacchi datata 2014 che vieta di campeggiare in città e nelle zone limotrofe. «E la applicheremo». I controlli sono stati estesi anche nel parco della Valletta del Corno, dove i vigili hanno sospeso una partitella di calcio tra richiedenti asilo (sempre afghani e pakistani) in un’area riservata alle famiglie per pic-nic o altri giochi. Anche in questo caso sono stati fatti allontanare con le buone.

Lega e altre partiti di destra vogliono fare di più, istituire delle ronde notturne creando di fatto una sorta di coprifuoco. «Naturalmente se noi avessino un numero più contenuto di immigrati questo non accadrebbe», aggiunge Romoli. Pur non ai livelli dello scorso anno, in questo periodo Gorizia e Gradisca si sentono sotto pressione, appena nei giorni scorsi è stato alleggerito il Cara.

Nella località isontina è insorta anche il sindaco Linda Tomasinsig (centrosinistra) a dimostrazione che non è solo la destra a brontolare per l’elevato numero di immigrati. La protesta è bipartisan, dopo c’è chi tollera di più e chi di meno. Più volte si era fatto sentire da Trieste anche l’ex sindaco Cosolini.

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