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Trieste, pronti 15 milioni da Roma per le bonifiche

Entro il mese verrà varato l’accordo di programma tra la Regione e Invitalia: via libera al Piano di riconversione e ai bandi

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Le aree ex Ezit attorno al Canale navigabile interessate agli interventi di bonifica 

TRIESTE Si tratta di una interessante posta da 15 milioni di euro. Posta che comunque necessita, per essere attivata mediante appositi bandi di gara, di un preventivo accordo di programma tra Invitalia, agenzia del ministero dello Sviluppo Economico, e la Regione Fvg. Per la fine di luglio la Giunta regionale conta di approvare la delibera che finalmente autorizzerà la firma dell’intesa istituzionale centro-periferia.

Parliamo di fondi destinati a finanziare iniziative di carattere ambientale (vedi bonifiche) nell’ambito della cosiddetta “riconversione e riqualificazione industriale (Prri) dell’area di crisi complessa di Trieste”, codificata nell’accordo di programma sottoscritto a Roma il 30 gennaio 2014 e inserita nell’art. 33 della legge regionale “Rilancimpresa” del febbraio 2015.

Si tratta di una ricca doppia all’asso, sulla quale la Regione Fvg ha già puntato 10,7 milioni, gestiti dalla Camera di commercio. Ma per completare l’operazione di rilancio delle aree ex Ezit mancano i 15 milioni romani. Invitalia ha già trasmesso la documentazione (compreso il materiale pubblicitario), la Regione la sta verificando in vista di un secondo accordo di programma, che completerà e integrerà quello dell’inverno 2014.

Alla bozza spedita da Roma è allegato il Prri - ovvero il Piano di riconversione e riqualificazione dell’area complessa triestina - , che è stato elaborato da Invitalia con il supporto degli uffici regionali e che è già stato “timbrato” dal gruppo di coordinamento-controllo lo scorso 17 giugno.

Insomma, prima che l’estate 2016 svanisca, la struttura finanziaria per riqualificare e riconvertire la superficie Ezit avrà a disposizione l’intero pacchetto ammontante a circa 26 milioni (15 Invitalia + 10,7 Regione). Alcuni mesi fa si parlava della possibilità di uno sportello unico Invitalia-Regione, per agevolare il percorso amministrativo degli imprenditori intenzionati a investire nell’area ex Ezit.

Si diceva dei 10,7 milioni regionali, che nell’autunno scorso la giunta Serracchiani aveva deciso di “girare” all’ente camerale triestino, stante l’impossibilità operativa del liquidando Ezit. Nella regìa dell’operazione Regione e Invitalia si sono divise il compito: la prima si occupa delle iniziative industriali, la seconda di quelle ambientali.

La parte di competenza regionale è a buon punto: come già reso noto, sono arrivate agli sportelli camerali ben 97 domande di contributo. Interessanti i dettagli per capire chi e perchè gareggia allo scopo di ottenere l’aiuto pubblico.

Sulle 97 richieste presentate al 15 giugno, per una spesa prevista di quasi 60 milioni (sei volte maggiore dello stanziamento), i progetti di “ricerca&sviluppo” e quelli di innovazione sono 76, per un totale di 49,5 milioni, contro i 21 progetti sotto la voce “riconversione”, per i quali sono stati chiesti 10,5 milioni. In gran parte si tratta di piccole imprese domiciliate a Trieste.

Le domande “r&s” e innovazione, a loro volta, si articolano in 50 richieste “ricerca&sviluppo”, 11 ricerca, 12 sviluppo, 3 innovazione. In questo caso il contributo erogabile, a seconda della tipologia progettuale e della dimensione aziendale, varierà in una forbice molto ampia tra il 15 e l’80%.

Le proposte relative a operazioni di riconversione saranno invece finanziabili in una misura variabile tra il 10 e il 40%, anche in questo caso tenendo presente tipologia progettuale e dimensioni dell’impresa. La “corsa” all’aiuto pubblico potrebbe stimolare la Regione ad aprire i cordoni della borsa per consentire un più ampio soddisfacimento della platea di richiedenti.

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