Trieste, Polli pensa “pedonale” e va in giro in tram

Luisa Polli ha tra le sue deleghe Urbanistica e Ambiente (foto di Andrea Lasorte)

Assessore all’Ambiente, è una delle pedine del Carroccio. «Amo le città europee ma la mobilità deve essere condivisa»

TRIESTE Scende dal tram salutando "el frenador". «La foto la possiamo fare con il tram alle spalle? Credo che mi rappresenti». Luisa Polli, assessore con deleghe all'ambiente e città e territorio, vive a Scorcola e ogni giorno prende il più celebre mezzo di trasporto triestino per entrare in città. Ex funzionaria della pubblica amministrazione, è una dei tre rappresentanti della Lega Nord in giunta, assieme al vicesindaco Pierpaolo Roberti e all'assessore Serena Tonel.

Polli, "città e territorio" è la vecchia delega all'urbanistica? Le mie deleghe riguardano l'urbanistica, l'edilizia privata e l'ambiente. Esclusa la Ferriera che, com'è noto, il sindaco ha tenuto per sé.

Da quanto è in politica? La passione è iniziata molto presto, anche se l'ingresso nella politica attiva l'ho compiuto nel 1998 con l'allora Alleanza nazionale. Sono stata candidata diverse volte anche se non ho mai ricoperto un ruolo rappresentativo. Per un mandato e mezzo, sei anni in totale, ho fatto parte del consiglio di amministrazione di Ezit, una volta su nomina del Comune e una volta per la Provincia.

Quali sono le sue esperienze nel campo? Lavorando in Regione sono entrata nel vivo della politica con la "P" maiuscola, erano i tempi del presidente Comelli, nel post terremoto. La maggior parte del mio percorso lavorativo si è svolto negli uffici di presidenza, a stretto contatto con le varie compagini politiche che si sono succedute alla guida dell'ente.

Quali sono le materie su cui ha lavorato di più? Le cose che ho approfondito di più, nel corso degli anni, sono state proprio la pianificazione territoriale e l'ambiente. Parzialmente anche la protezione civile. In parte perché erano le deleghe dell'assessore Paolo Ciani (di cui Polli era segretaria ndr) e poi perché dalla presidenza sono andata a lavorare alla direzione ambiente.

Tra le altre cose ho partecipato alla stesura della legge regionale 5 del 2007, la prima legge sull'edilizia, e alla scrittura dei codici per l'edilizia, nelle parti in connessione con il paesaggio. Infine sono passata al servizio di tutela di paesaggio, dove ho avuto l'incarico di posizione organizzativa. Tra le altre cose, per un periodo ho scritto sull'inserto Edilizia e territorio del Sole24Ore.

Insomma, conosce l'argomento. Mi sento soddisfatta di me stessa dal punto di vista tecnico, sì.

Amministrerete una città oggetto di un piano regolatore approvato dall'ultima giunta. Si tratta di un testo piuttosto severo in ambito di consumo del territorio. Intendete modificarlo? La linea del "consumo zero del suolo" parte da una direttiva comunitaria condivisibilissima e la considero un principio fondante. E anche se si volesse fare altrimenti si andrebbe incontro a un procedimento di infrazione. Però alcune scelte mi pare non siano state condivise a sufficienza con il territorio: con le circoscrizioni e quindi con i cittadini. Tant'è che sono stati presentati una serie di ricorsi.

Come agirete quindi? Attenderò le sentenze del Tar prima di esprimere indirizzi politici rispetto a possibili varianti parziali. Così capiremo quali sono i principi di legittimità o illegittimità rispetto alle istanze dei cittadini. Ciò non toglie che sto riscontrando poca condivisione da parte della città nei confronti del piano: in queste prime due settimane di lavoro sono arrivate diverse segnalazioni dovute a carenze o prescrizioni eccessive. Farraginosità che impediscono al cittadino di realizzare sogni come un piccolo ampliamento di casa per il figlio, cose così.

Le pedonalizzazioni sono un tasto dolente a Trieste. Che fare del piano del traffico? Amo molto le città europee con i centri totalmente pedonalizzati. D'altra parte Trieste ha un'orografia che rende difficile importare in toto modelli altri. L'ultimo piano del traffico tiene in conto solo parzialmente di tutte le componenti della città. A me piacerebbe parlare di un piano della mobilità che includa tutto: trasporto pubblico, privato, mobilità lenta, pedoni, studenti, commercianti e settori produttivi del centro città.

Come lo si costruisce? Sentendo tutti e procedendo all'inverso rispetto a quanto si fa di solito. Prima individuare le ipotesi di intervento, verificarle e costruire su di esse, un passo alla volta, il nuovo piano. Altrimenti il risultato è la pedonalizzazione di via Mazzini.

E del tram di Opicina che vuol fare? Lo vedo come una grande opportunità, basta vedere la fila che c'è per salire (indica un gruppo di turisti, ndr). Molte volte per tornare a casa devo aspettare il giro successivo. È un bene culturale e una grande opportunità di Trieste. Vorrei capire dove finiranno le competenze del trasporto pubblico locale con le Uti, ma una volta chiarito questo aspetto dovremo incentivarlo. Intendo concordare con il futuro gestore unico regionale la pulizia del verde nel tratto alto del percorso, così da ridare ai turisti quegli scorci del paesaggio così tipici del tram.

Passiamo alla delega all'ambiente. Ho già incontrato l'amministratore di Acegas perché intendo ritarare il contratto.

In che senso? Penso bisogni dare maggiore igiene alla città senza variare i costi. E penso di farlo modificando la modalità di spazzatura delle strade: ora è tarata a ore, e quindi non c'è la possibilità di verificare quanto fatto. Vorrei invece si basasse sulla prestazione: loro puliscono, noi verifichiamo - magari anche con le segnalazioni dei cittadini - e paghiamo e così via. In questo modo si stabilizza una situazione di qualità.

E la raccolta dei rifiuti? Prenderemo ad esempio dei progetti avviati a Padova da Bitonci. In zone sensibili, con alte percentuali di anziani, ripenseremo le modalità di raccolta e le collocazioni delle isole.

Le discariche abusive sul Carso. Cercheremo di fare un progetto pilota nella zona più degradata. Vorremmo aprire delle isole ecologiche, sorvegliate da telecamere, ipotizzando addirittura una piccola detrazione della Tari per chi le utilizza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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