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Uccidono un cigno sull'Isonzo, indaga la Forestale VIDEO

Giallo sull’Isonzo a Sagrado: sospetti su un gruppo di richiedenti asilo. Il fatto in un video sul web. La condanna del sindaco

2 minuti di lettura
Un cigno 
GORIZIA. Colpito ripetutamente con delle pietre e a bastonate. Fino a farlo morire. Vittima, verosimilmente di un gruppo di richiedenti asilo ospiti del Cara di Gradisca, un cigno.
È accaduto mercoledì sull’Isonzo a Sagrado. A testimoniare il fatto un video realizzato con un cellulare e poi postato sul web. Purtroppo la qualità non è delle migliori essendo il filmato realizzato da una distanza considerevole. In pratica dalla sponda opposta, quella gradiscana del tiro al piattello, a quella sagradina dove sì e verificato il fatto.
Nel filmato si vede un gruppo di persone entrare in acqua per uccidere l’animale che cerca invano di sottrarsi ai suoi carnefici. Il grosso volatile non ce la fa a scappare e soccombe. Lo si vede pochi secondi dopo inerme, portato a braccia fuori dall’acqua.Il Corpo Forestale regionale, venuto a conoscenza del video, ha avviato alcune indagini per comprendere se il reato di maltrattamento di animale, che ha risvolti sia amministrativi sia penali, sia effettivamente comprovabile.
 

Morte di un cigno: circondato e ucciso sull'Isonzo

 
Molto complesso, vista la distanza delle riprese, arrivare a un'identificazione degli autori del gesto. «Sei profughi hanno accerchiato il cigno in acqua - è la testimonianza del ragazzo, un gradiscano, che ha realizzato il video - poi in quattro l'hanno colpito con sassi mentre gli altri due avevano un bastone. Dopo averlo tramortito l'hanno infilzato e portato in qualche loro rifugio».
«Con 400 richiedenti asilo ospitati in una comunità di appena 6.400 anime è evidente la sproporzione fra quanto stia dando Gradisca in termini di accoglienza rispetto a qualunque centro della regione. Proprio per questo non ci stiamo a venire tacciati di "buonismo", ma neppure al fatto che tutto questo venga dato per scontato da chi decide a livello centrale.
Cerchiamo quotidianamente di fare il nostro dovere civile, ma i problemi non mancano e non dobbiamo essere lasciati soli. Bisogna ritornare a un numero di presenze maggiormente gestibile». Così il sindaco di Gradisca, Linda Tomasinsig, commenta i recenti accadimenti nelle zone fluviali della cittadina isontina, che avrebbero avuto per protagonisti alcuni ospiti del Cara.
Nei giorni scorsi un lettore aveva segnalato alcuni momenti di tensione lungo le rive del fiume nei pressi del ponte di Sagrado fra richiedenti asilo e alcuni bagnanti locali. Se sull’uccisione del cigno saranno le autorità a indagare, il disagio della giunta Tomasinsig per gli ultimi episodi è tangibile. «Dopo l'episodio nei pressi del ponte riportato sul Piccolo abbiamo immediatamente contattato carabinieri di Gradisca e Polizia municipale - spiegano il sindaco e l'assessore al Welfare, Francesca Colombi -. Ci è stato riferito dalle autorità competenti che da domenica a oggi non sono state fatte segnalazioni formali o denunce.
Ma qualora la situazione così descritta corrisponda ai fatti, è chiaro che la condanniamo. Che quello nelle zone fluviali sia un pericolo, un disagio "percepito", è fondamentale che i cittadini possano ricevere risposte corrette, al fine di non alimentare il senso di insicurezza». «Allo stesso modo - è l'appello della giunta gradiscana - è importante che i cittadini formalizzino le loro dichiarazioni alle autorità qualora fosse necessario, assumendosi la responsabilità delle loro parole». 
 
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