Il Prosecco superstar conquista terreno

Vigne a perdita d'occhio in una tenuta agricola

Via libera all'ampliamento delle aree per la coltivazione del vitigno Glera per far fromte al boom di richieste sul mercato

TRIESTE La domanda di Prosecco è in notevole crescita e il Consorzio di tutela della Denominazione di origine controllata ha chiesto e ottenuto di ampliare di altri tremila ettari le coltivazioni dei vigneti di qualità Glera, destinate a ingrossare la produzione della Doc che abbraccia nove province tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. Con un'azione congiunta delle due Regioni, il potenziale produttivo è stato così portato a 23.250 ettari complessivi: l'estensione prevista per il Fvg ammonta a 556 ettari e verrà raggiunta nel corso delle prossime tre campagne viticole, come deliberato ieri dalla giunta su proposta dell'assessore alle Risorse agricole Cristiano Shaurli. Il resto dell'allargamento, pari a 2.444 ettari, riguarderà il Veneto, che ha approvato a sua volta il provvedimento tre giorni fa.
Le due Regioni hanno dunque accolto la richiesta del Consorzio, decidendo inoltre di accompagnare l'adeguamento del limite d'iscrizione allo schedario viticolo con la definizione di precisi criteri secondo cui i produttori potranno accedere all'accrescimento della superficie di coltivazione. Metà degli ettari sarà assegnata alle aziende inserite nel sistema di controllo della Doc al 29 aprile 2016, mentre il resto verrà riservato a nuove imprese, dando priorità a quelle aderenti ai metodi d'agricoltura biologica e a quelle guidate da agricoltori sotto i 40 anni. I produttori dovranno presentare domanda entro 15 giorni dalla pubblicazione della delibera sul Bollettino ufficiale della Regione.
La misura è stata pensata per fare fronte alla continua crescita delle vendite di Prosecco Doc, che l'anno scorso hanno segnato un aumento del 16% dopo il +27% del 2014. Calcolando un aumento medio del 15% del consumo dei vini spumanti nel prossimo triennio, gli esperti del Centro interdipartimentale per la viticultura dell'Università di Padova e di Nomisma hanno valutato che siano necessari 3mila ettari di Glera in più per soddisfare la richiesta, mantenendo l'equilibrio di mercato. Secondo il direttore del Centro, Vasco Boatto, «la vendemmia 2019 consentirà così di incrementare del 20% le bottiglie rispetto all'annata 2016».

Nel 2015 la produzione del Consorzio ha raggiunto i 2,6 milioni di ettolitri imbottigliati e il suo presidente, Stefano Zanette, stima che «la vendemmia 2019/20 avrà una produzione di 3,78 milioni di ettolitri, pari a oltre 500 milioni di bottiglie, compresi i vitigni complementari».
Per Shaurli, «il Consorzio ha fatto una scelta oculata per andare incontro all'aumento tendenziale dei consumi, alimentata soprattutto dall'export. Si è tuttavia evitato di praticare un'apertura indiscriminata che produrrebbe un effetto dumping sui prezzi e farebbe diventare monoculturale il nostro patrimonio vitivinicolo». L'assessore ritiene che «questo approccio lungimirante tiene conto della richiesta del mercato e dei produttori, senza però aumentare in modo esagerato le coltivazioni, cosa che avrebbe inevitabili ricadute sulla qualità. La nostra è una filosofia diversa e non a caso garantiamo una forte prelazione a chi produce in modo biologico, ponendoci dunque il problema della sostenibilità ambientale della produzione del Prosecco».
L'obiettivo è inoltre aumentare il numero dei produttori: «Per questo la richiesta di ciascuna azienda non potrà superare i tre ettari: la politica e le filiere vitivinicole sposano l'idea di innovare coinvolgendo nuove aziende, magari dirette da agricoltori giovani. La provincia di Trieste continuerà comunque a non avere alcun limite nella coltivazione a Glera, come previsto dagli accordi sulla denominazione»

 

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