Offensiva anticlochard, la Caritas dice no

Un senzatetto nella piazzetta Santa Lucia

Don Amodeo posta la foto di un mendicante in Cavana. Poi, dopo le critiche della Curia, precisa: «Nessun attacco al sindaco»

TRIESTE È lo sfogo di un momento. Uno sfogo che «non voleva in alcun modo avere un significato politico e attaccare Roberto Dipiazza». Solo che a scriverlo è il direttore della Caritas di Trieste. E, nei giorni della caccia ai mendicanti indetta dal nuovo sindaco, non è passato inosservato. Tanto nell'ambiente politico, quanto in quello della Chiesa locale. Don Alessandro Amodeo, direttore dell'ente diocesano, ha trovato un clochard sotto le finestre della Curia. Un senzatetto che ha cercato riparo in un angolino di piazza Santa Lucia, dietro a Cavana, proprio a lato del garage del palazzo diocesano. Il sacerdote, quando se n'è accorto, non ci ha pensato troppo su e ha pubblicato su Facebook due foto in cui si scorge una persona avvolta da una coperta, distesa per terra su alcuni cartoni. E ha accompagnato le immagini con un commento: «Trieste, via i mendicanti e i barboni dal viale XX Settembre e dalla sala Tripcovich. Operazione riuscita. Da questa mattina, infatti, potete trovarli in piazzetta Santa Lucia al nr. 2. Prima volta che vedo questo in quattro anni che vivo qui». Firmato don Sandro Amodeo.

 

 

Il riferimento alla decisione di Dipiazza di sgomberare gli accattoni che bivaccano da mesi davanti all'ingresso del Porto vecchio è chiara. Così come l'operazione “sicurezza” messa in piedi dal primo cittadino con il pattugliamento del Viale. In effetti il sindaco, a poche ore dalla sua elezione, ha anche fatto pulire i gradini della Sala Tripcovich dove, come noto, la notte dormono i clochard. Tutti aspetti che don Alessandro Amodeo ha citato nel suo breve post su Facebook. Una presa di posizione a tutti gli effetti che, raccontano in Curia, l'arcivescovo Giampaolo Crepaldi non avrebbe affatto gradito. A maggior ragione per il fatto che la sua dichiarazione è stata letta, commentata e condivisa da svariate persone, compresi alcuni rappresentanti di centrosinistra. Tra cui l'ex assessore alle Politiche sociali Laura Famulari.

Ma il direttore della Caritas, che dipende direttamente dal vescovo, chiarisce. «Vero - conferma - ho scritto quelle parole, ma sono parole che non intendevano in nessun modo attaccare il sindaco». Uno sfogo, appunto. «Non mi rivolgevo a Dipiazza - precisa ancora il sacerdote - né all'amministrazione comunale. Li stimo e sono pronto a qualsiasi tipo di collaborazione», aggiunge rivolgendo pubblicamente le proprie scuse. «Mi dispiace se quella frase può aver dato adito a interpretazioni politiche che, ripeto, non intendevano in alcun modo criticare nessuno».

Cosa intendeva dire, allora, il direttore della Caritas? Amodeo, proprio in virtù del proprio ruolo a servizio dei poveri e degli emarginati, è quotidianamente a contatto con le realtà più difficili. «Volevo semplicemente dire che il fenomeno dei mendicanti che dormono per strada lo avremo sempre - risponde - Tra immigrati e residenti noi accogliamo ogni giorno ben 200 persone nelle nostre strutture che altrimenti non saprebbero dove andare. Come si sa, inoltre, prepariamo 600 pasti al giorno, senza contare tutte le persone che si rivolgono a noi al Centro di ascolto di Cavana, per non parlare di tutto il lavoro che portano avanti le singole parrocchie. I nostri mezzi non sono ancora sufficienti per aiutare tutti e per contrastare il fenomeno della povertà. Quindi se fai spostare un mendicante da un posto - sottolinea il sacerdote - poi lo ritrovi in un altro. Ci sono poi persone talmente disagiate che addirittura rifiutano il nostro sostegno, non vogliono nemmeno essere assistiti. Mi riferisco soprattutto a chi soffre anche di disagio psichico e psicologico, sono le situazioni più gravi con cui, purtroppo, abbiamo a che fare. Il problema - conclude - è quindi profondante sociale, di tipo strutturale, che non si risolve se si sposta una persona da una via all'altra».

Più che una polemica contro il sindaco Dipiazza, quella del sacerdote è quindi una riflessione più ampia. Lo sgombero dei mendicanti, che per l'ex assessore Famulari è «mettere la polvere sotto il tappeto», cioè non affrontare la complessità dei problemi, solleva insomma non pochi interrogativi anche nella Chiesa locale. Non è un caso che i clochard, ieri, siano ritornati a dormire sotto il tettuccio della gradinata della Tripcovich. E che il gruppetto di rumeni, nonostante gli annunci di Dipiazza, continui a bivaccare all'ingresso del Porto Vecchio.

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