La Croazia senza governo festeggia 25 anni d’indipendenza

la bandiera croata a Zagabria

A Zagabria manca un leader in grado di guidare il Paese. E nella bagarre politica la nazionale di calcio (eliminata dal Portogallo) oscura le celebrazioni

ZAGABRIA. «Vincete! Avete restituito l’ottimismo alla Croazia». Così, ieri, il giorno in cui si è celebrato il 25.o anniversario dell’indipendenza, titolava a tutta prima pagina il quotidiano di Zagabria Vecernji list con una gigantesca foto di Mnadzukic e Modric abbracciati. Mentre il poliedrico Perišic si è fatto colorare la scacchiera biancorossa sui capelli. È la forza, la magia - o, per qualcuno, la maledizione - del calcio. Tanto potente da “imporre” la rimozione collettiva della festa della Croazia indipendente. Anche se, a fine serata, anche da quel proscenio è arrivata la doccia fredda: eliminazione ai supplementari a opera del Portogallo.

 

 

Un Paese che ha già “digerito” il suo breve passato per guardare al futuro? Niente affatto. Il passato è il costante fantasma nell’armadio di tutta la vita politica e istituzionale croata, da quando, 25 anni fa appunto, c’è stata l’indipendenza e lo scoppio di una sanguinosa guerra con centinaia di migliaia di profughi e di morti, una guerra che si concluse solamente nel 1995 con gli Accordi di Dayton. Altro che i dieci giorni di scontro bellico “sostenuti” dalla vicina Slovenia. La Croazia, seppur vittoriosa con l’Operazione tempesta, ne uscì con le ossa e l’economia rotte e con uno spirito nazionalista ancora sporco del fango delle battaglie nelle krajine e del sangue versato a Vukovar. Simboli, di cui la storia recente della Croazia si nutre avidamente. Simbolo è stato il primo presidente e padre della patria, Franjo Tudjman, simbolo è stato il generale Ante Gotovina prosciolto dalle accuse di crimini di guerra dal Tribunale internazionale dell’Aja per i crimini nella ex Jugoslavia, l’uomo che guidò la decisiva battaglia contro i serbi nell’Operazione tempesta.

 

 

E oggi? Il Paese è diviso in due, almeno elettoralmente parlando tra socialdemocratici (Sdp) e accadizetiani (Hdz), centrosinistra contro centrodestra, il governo è caduto miseramente per il crollo di una coalizione improponibile già al suo nascere (Hdz e Most) e a poche settimane dalle elezioni politiche. Il suo premier, o meglio il suo ex premier, Tihomir Oreškovic, imprenditore con affari in Canada, è subito apparso come una sorta di marziano paracadutato a Zagabria. E l’uomo simbolo? Dove è finito? Smarrimento politico e sociale, le teste cadano come mele marce sotto i colpi dei veti incrociati della politica che non sa dialogare nè tantomeno mediare.

Ma dalla Francia arriva l’ancora di salvezza. Non un uomo, ma undici uomini, già ribattezzati eroi che in calzoncini corti e scarpe con i tacchetti imprimono la svolta sociale. Il Paese ritrova unità, ritrova una sua identità e spera. Ma in che cosa spera? Nella vittoria agli Europei di calcio, ipotesi ormai tramontata? Certo già i romani dicevano che al popolo va dato “panem et circenses”. Sul “circenses” ci siamo, sul pane diciamo che i problemi sono maggiori.

Seppur a fronte di una graduale ripresa durante il 2015 favorita da una ripresa dei consumi, privati e pubblici e dallo stimolo della domanda estera, nonché da stagioni record della principale industri a del Paese, il turismo, per la Commissione europea la crescita dell’economia croata rimane fragile e disomogenea in quanto trae vantaggio da fenomeni positivi temporanei quali i bassi prezzi del petrolio e una politica monetaria espansiva. L’ostacolo principale, soprattutto a una forte penetrazione di investimenti esteri, è costituito da una burocrazia elefantiaca e un po’ fannullona. C’è poi la scarsa liberalizzazione del mercato dei servizi che si riscontra soprattutto nei servizi di pubblica utilità, principalmente energia elettrica e gas. Problemi che per almeno altri due mesi nessun governo affronterà, con le agenzie di rating che stanno già bacchettando Zagabria. La ripresina fin qui registrata rischia di essere cancellata. L’ultima speranza sono i turisti che affolleranno le coste di Istria, Quarnero e Dalmazia. Buon compleanno Croazia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Merluzzo al vapore al pomodoro e taggiasche, farro, cime di rapa alle mandorle

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi