La velista solitaria arriva dall’Argentina e fa tappa a Grado

GRADO. Quella caduta sul molo, scendendo dalla sua barca, è costata a una diportista una dolorosa botta al cocige. Nulla di particolare, ma Alberto Murello portiere dell’albergo Argentina, che...

GRADO. Quella caduta sul molo, scendendo dalla sua barca, è costata a una diportista una dolorosa botta al cocige. Nulla di particolare, ma Alberto Murello portiere dell’albergo Argentina, che passava lì in quel momento, l’ha aiutata e portata al pronto soccorso di Monfalcone. Niente di grave, dunque, tanto che i due sono rientrati poco tempo dopo a Grado, ma anziché portare la donna nuovamente sulla barca, l’ha accompagnata proprio all’albergo Argentina dove è stata ospite a cena dalla proprietaria Gabriella De Carolis. Parliamo di Aurora Canessa, quasi 72 anni, che da sei anni a questa parte è in giro per il mondo a bordo della sua barca a vela di 9,75 metri. Non ha meta alcuna e nemmeno fretta. Gira un po’ dove gli aggrada senza assolutamente pensare a fare il giro del mondo. È a zonzo, può permetterselo. Proprietaria della Shipping, la posta privata argentina che conta oltre 90 dipendenti, nel suo Paese ci torna una o due volte all’anno, ovviamente in aereo, sbriga le sue faccende e torna a imbarcarsi per proseguire quel viaggio senza meta. È anche la presidente del Museo Nautico Argentino. Canessa è stata la prima donna, nel 2011, ad aver attraversato in solitaria l’oceano Atlantico. Dopo aver costeggiato l’America del Sud e dopo aver fatto tappa alle Antille Olandesi, ha puntato verso l’Europa sbarcando infine in Portogallo. In questi giorni si trovava a Grado, ma ripartirà oggi per fare tappa a Chioggia. «Mi diverte girare e osservare, scelgo di fermarmi dove si mangia beve bene. Posso e mi diverto così», dice la navigatrice solitaria tornata da queste parti dopo essere stata, l’anno scorso, a Trieste ospite della Lega Navale. Nella sosta a Grado si sono verificate in ogni caso delle coincidenze davvero incredibili. La navigatrice, come detto, è argentina, Il portiere che l'ha soccorsa, Alberto Murello, lavora all’albergo Argentina e la moglie dello stesso è argentina. (an.bo.)

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