Agli esposti la “card” per le visite gratis

Il 1° luglio partirà il percorso socio-sanitario assistenziale. Con la tessera esami e controlli periodici in regime di esenzione

Visite gratuite per gli ex esposti amianto, grazie a una “card” che sarà consegnata alle famiglie. Il progetto partirà il primo luglio. Lo ha disposto la Regione attraverso l’approvazione della delibera di giunta 250, con la quale sarà attivato un percorso socio-sanitario e assistenziale dedicato. Il progetto contempla tre attori, gli utenti ex esposti con i loro famigliari, i medici di Medicina generale e le strutture di Medicina del lavoro della regione. L’iniziativa è stata presentata ieri mattina, nella Biblioteca, in occasione dell’incontro sul tema “Prospettive di cura e assistenza per le malattie correlate all’amianto”, promosso dal Comune di Monfalcone in collaborazione con il Tavolo permanente al quale partecipano associazioni e organismi direttamente coinvolti sul tema dell’amianto. A fornire i dettagli è stato il professor Massimo Bovenzi, direttore dell’Istituto universitario di Medicina del lavoro dell’Università di Trieste. L’altro ospite è stato il professor Luciano Mutti, ricercatore della Salford University di Manchester, che ha invece offerto una dettagliata panoramica sull’attività internazionale della ricerca sul mesotelioma. È anche intervenuto il direttore sanitario dell’Aas Isontina-Bassa Friulana, Gianni Cavallini. Il progetto licenziato dalla Regione ieri è stato accompagnato dall’annuncio dell’avvio del Centro interdipartimentale per la ricerca multidisciplinare sull’amianto (Cirma), alla luce della firma del protocollo tra il Comune e l’ateneo triestino.

Ciò che ora viene messa in campo è una rete operativa volta a seguire gli ex esposti amianto. Condizione essenziale per accedere a questo percorso è l’iscrizione al Registro degli esposti. Attraverso l’assistenza del medico curante è possibile beneficiare di visite specialistiche al Servizio di Medicina del lavoro. Si tratta della radiografia standard al torace, della spirometria globale, ossia delle prove di funzionalità respiratoria, e della cosiddetta “diffusione alveolo capillare”. Esami in regime di esenzione. La Regione ha infatti definito il codice DO1, attraverso il quale le prestazioni vengono erogate gratuitamente. All’esito delle visite, i pazienti potranno accedere ad ulteriori procedure diagnostiche in caso di malattia, sempre a titolo gratuito, o diversamente, verranno reinviati al medico di base il quale provvederà a seguire il proprio assistito fissando periodicamente nuovi accertamenti di controllo. Sono già state inviate le lettere ai medici di base, agli ex esposti, ai quali verrà poi recapitato a domicilio il tesserino della Regione, nonchè ai direttori generali delle Aziende sanitarie.

L’Istituto di Medicina del lavoro dell’ateneo triestino gestisce il Registro regionale dei mesoteliomi, aggiornato al 2015. Sono iscritte 9mila persone, di cui 6mila delle province di Gorizia e Trieste. In regione dal 1995 al 2013 sono stati registrati 1.200 nuovi casi di mesotelioma alla pleura, con picchi nell’Isontino e nell’area triestina. Sostanzialmente il rapporto per le due province è dell’80% di incidenza rispetto al resto della regione. Il professor Bovenzi ha osservato: «Negli ultimi 3-4 anni si è assistito a una stabilizzazione, a fronte di 50 nuovi casi di mesotelioma all’anno. Nel 2000 s’era registrata l’incidenza più alta, con 79 casi. Ci attendiamo che il picco epidemico sia collocato tra il 2015 e il 2020, per poi giungere alla parabola discendente». Il periodo di latenza, dall’inizio dell’esposizione alla diagnosi della malattia, è intorno ai 40 anni. I più colpiti dai tumori asbesto-correlati sono gli uomini. La fascia di età maggiormente interessata è tra i 65 e gli 84 anni, ma c’è anche una quota, comunque minoritaria, di età inferiore ai 55 anni. Bovenzi ha distinto le malattie benigne, tra le quali spicca la presenza delle placche, e le malattie maligne, tra cui emergono il mesotelioma alla pleura e al peritoneo e il tumore al polmone. Il professore ha sottolineato: «La presenza di placche non è prodromica allo sviluppo della malattia tumorale. Non è stata dimostrata alcuna relazione significativa. Le placche sono lesioni benigne che vanno controllate nel tempo». L’attenzione è rivolta anche ai lavoratori addetti alla bonifica dell’amianto, per i quali è operativo un protocollo sanitario regionale, a fronte di controlli periodici.

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