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Redipuglia, Oslavia, Caporetto i sacrari della gioventù perduta

Custodiscono decine di migliaia di caduti: sono il monito contro le guerre

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Il sacrario di Redipuglia 

GORIZIA Redipuglia, Oslavia e Caporetto: sono i tre grandi sacrari militari realizzati dopo la Prima guerra mondiale lungo la linea dell’Isonzo per raccogliere le spoglie delle centinaia di migliaia di soldati, noti e ignoti, temporaneamente sepolti nei piccoli cimiteri militari sparpagliati nella zona del fronte. Spesso, la loro monumentalità - di chiara impronta fascista - fa dimenticare, o comunque pone in secondo piano, la loro funzione cimiteriale originaria. Rimangono luoghi di memoria dedicati indistintamente ai caduti di tutte le guerre. Proprio da Redipuglia, nel settembre 2014, papa Francesco lanciò un appello di pace contro tutti i conflitti. Tra venerdì e sabato i sacrari gestiti dal Commissariato generale per le onoranze ai caduti saranno raggiunti dalla “Fiaccola alpina”.

Ossario Militare di Oslavia Costruito nel 1938 su progetto dall'architetto romano Ghino Venturi sorge in corrispondenza della Quota 153 del Monte Calvario e raccoglie le spoglie di quasi 60mila soldati italiani e austro-ungarici esumati tra l'altopiano della Bainsizza e la valle del Vipacco. Nei loculi delle quattro torri sono custoditi i resti di circa 20mila uomini noti (tra cui 138 austro-ungarici). Altri 37 mila corpi senza nome (539 di nazionalità non italiana) sono invece tumulati in tre grandi ossari posti al centro delle tre torri laterali. Nella cripta centrale si trovano le tombe di tredici Medaglie d'Oro al Valore Militare, fra cui i generali Achille Papa, Ferruccio Trombi e Alceo Catalocchino.

Al vertice sinistro dell'Ossario si trova la campana "Chiara", per il cui recupero è stata avviata una raccolta fondi. Di recente si sono conclusi i lavori di sistemazione della copertura centrale, danneggiata nel marzo 2010 dalle violente raffiche di vento esplose all’uscita della Valle dell’Isonzo. La fiaccola del centenario farà tappa a Oslavia venerdì alle 10. Sacrario militare di Caporetto La struttura piramidale a base ottagonale si trova in Slovenia sul colle Sant’Antonio e accoglie le spoglie di 7.014 caduti nella zona di Plezzo. Terminato nel settembre 1938, quando Caporetto si trovava ancora in territorio italiano, il sacrario venne inaugurato da Mussolini. Lungo la strada che sale dal paese sloveno verso il monumento si incontrano le stazioni della Via Crucis. In cima alla costruzione si trova la chiesetta dedicata a Sant'Antonio da Padova, consacrata nel 1696 e oggi al centro della struttura. L’arrivo della fiaccola del Centenario, con gli onori ai caduti, è previsto venerdì alle 15. Sacrario militare di Redipuglia Il più grande e maestoso sacrario italiano dedicato ai caduti della Grande guerra custodisce i resti di 100.187 soldati e per questo è anche noto come “Sacrario dei centomila”. Realizzato sulle pendici del Monte Sei Busi su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni, fu inaugurato il 18 settembre 1938 dopo dieci anni di lavori.

La struttura è composta da tre livelli e rappresenta simbolicamente l'esercito che scende dal cielo. In cima, tre croci richiamano la crocifissione di Cristo. In basso, sulla spianata, si trova la "Via Eroica". L’ideale strada lastricata in pietra delimitata da 38 targhe in bronzo che indicano i nomi delle località carsiche contese durante la Grande Guerra porta alle maestose tombe dei generali. Tra queste spicca quella del comandante della Terza Armata Emanuele Filiberto Duca d'Aosta che aveva espresso il desiderio di essere sepolto a Redipuglia assieme ai suoi soldati. I 22 gradoni della parte centrale (alti 2,5 metri e larghi 12) custodiscono in ordine alfabetico le spoglie dei 39.857 soldati identificati.

Ogni loculo è sormontato dalla scritta "Presente". Al centro del primo gradone si trova l'unica donna sepolta, la crocerossina Margherita Kaiser Parodi Orlando. In cima, due grandi tombe custodiscono i resti di oltre 60mila soldati ignoti. Nella piccola cappella si trovano la "Deposizione" e le formelle della Via Crucis opera dello scultore Castiglioni. Nella parte posteriore dell'ultimo gradone sono state allestite invece due sale museali. La fiaccola del centenario toccherà Redipuglia sabato mattina alle 9.30.

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