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La relazione di Ferrari al congresso nazionale Andos

“Ricerche e nuove frontiere nella vita insieme al cancro” è il tema del 34.mo congresso nazionale Andos ospitato dall'Auditorium. Oggi, in particolare, dalle 8.30, è in programma la sua terza...

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“Ricerche e nuove frontiere nella vita insieme al cancro” è il tema del 34.mo congresso nazionale Andos ospitato dall'Auditorium. Oggi, in particolare, dalle 8.30, è in programma la sua terza giornata. Ieri era molto atteso l'intervento di Mauro Ferrari, scienziato di fama che ha parlato di "Nanotecnologie e carcinoma della mammella". «Da un test effettuato su animali, il 50% di cavie con carcinoma mammario e metastasi polmonari ed epatiche è riuscito a essere curato - ha affermato Ferrari -. Ho avvisato la rivista "Nature" presentando tale risultato e, dopo 5 anni di lotte, l'articolo su di esso è stato pubblicato: sembra, con gli articoli e i commenti che l'hanno seguito, che a leggerlo siano stati oltre un miliardo di persone. All'altro 50% di topini il trattamento non ha portato alla guarigione ma il farmaco ha allungato la loro vita mediamente di 5 anni (che, nell'uomo, equivalgono a un anno). Il farmaco in questione è una sospensione (un'acquetta) formata da silicio nanoporoso che arriva al tumore in maniera molto più massiccia rispetto ai classici farmaci molecolari i quali, solitamente, arrivano al carcinoma mammario per lo 0,01% del loro quantitativo. Tale nuovo farmaco, tuttavia, non funzionava per le metastasi polmonari in quanto veniva fermato dalle, per così dire, fortificazioni delle metastasi stesse; inoltre, poteva portare a effetti collaterali ma, soprattutto, a una dispersione della sua efficacia. La chiave non è stata la scoperta della nanoparticella quanto la possibilità di riuscire a generarla all'interno della metastasi". Tali risultati si riferiscono alle cavie, non agli esseri umani: l'intento dello scienziato è, quindi, di partire con la sperimentazione negli Usa e, subito dopo, in altri Paesi (tra cui l'Italia).

Alex Pessotto

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