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Trieste guiderà la Cina verso i mercati europei

Il ruolo dell’Ince nell’ambito dell’offensiva commerciale e finanziaria di Pechino. Si punta al riavvicinamento ai mercati russi

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Il palazzo dell’Europarlamento 

TRIESTE. La Via della seta cinese e l’Europa centro-orientale si incontrano a Trieste. Dopo i cambiamenti geopolitici seguiti al crollo del Muro di Berlino nel 1989 e la susseguente fase di allargamento dell’Unione europea a Est, in questi anni siamo di fronte a un nuovo capovolgimento di fronte.

Il baricentro caldo, anzi, incandescente resta quello del Medio Oriente con uno scomodo interlocutore in più. il Califfato islamico. Ne sono seguiti attentati, orrori, sangue e milioni di profughi che hanno e stanno invadendo l’Europa.

Ma, a fronte della crisi di quelle che oramai erano diventate le tradizionali linee di sviluppo, adesso se ne stanno aprendo altre. E il protagonista di questa nuova fase si chiama senza dubbio Cina. Che guarda anche ai Balcani. Imprese di Pechino, infatti stanno giò costruendo la prima tratta dell’autostrada tra Skopje e Tirana e una buona parte dell’autostada tra Podgorica e Sarajevo. Nuove infrastrutture, tanto lavoro per aree disagiate, ma soprattutto nuove direttrici per il commercio e i flussi finanziari.

E, ancora una volta, in questo nuovo scenario Trieste torna a rivestire un ruolo baricentrico. L’iniziativa centroeuropea, che ha la sua sede proprio nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia, sta già disegnando i nuovi piani di lavoro.

«Qui a Trieste - spiega il segretario generale dell’Ince, l’ambasciatore Giovanni Caracciolo di Vietri - c’è un mercato ch eha un futuro in quanto nel marchingegno messo in piedi dall’Unione eruopea per sostenere la politica del partenariato, possiamo inserirci nel livello macroregionale con un apolitica di sviluppo dell einfrastrutture». Un esempio? L’Italia non fa parte della macroregione danubiana, ma l’Ince invece è presente e può fare da volano a porgetti e investimenti.

Nell’ottica del Berlin Process, inoltre, l’Iniziativa centroeuropea è collegata tramite la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) con l’Italia che dal prosimo 4 luglio raccoglierà il testimone della presidenza dalla Francia. Non si esclude poi che la riunione del Berlin Process a livello di capi di governo possa tenersi a Trieste, proprio in virtù della sua centralità geopolitica e della sua posibile funzione “armonizzatrice” tra sistemi economici e sociali diversi che cercano nuove integrazioni, leggi soprattutto Asia centrale e Cina.

Un altro segnale importante giunge proprio in queste ore dalla Bielorussia. Dopo la visita a Roma del suo contestato presidente, Alexandar Lukašenko, Minsk ha accettato di assumere la presidenza di turno dell’Ince il prosimo anno, succedendo così alla Bosnia-Erzegovina.

Notizia questa attesa molto da Bruxelles in quanto costituisce un primo spiraglio politico ed economico verso il “pianeta” russo di cui la BIelorussia è un “satellite” fedelissimo. «Tutto ciò - precisa l’ambasciatore Caracciolo di Vietri - riattira sull’Ince l’attenzione dei grandi Paesi dell’Europa centrale con la Polonia in prima fila».

E proprio la capitale della Polonia ospiterà il prossimo 20-21 giugno il terzo Forum della Via della seta, ossia del programma messo in piedi dall’omonimo fondo di investimenti cinese, per promuovere la politica economica e finanziaria di Pechino verso l’Europa. Al forum è stata invitata anche l’Ince che, come conferma il suo segretario generale, ha intenzione di entrare a far parte dell’organizzazione.

Gli scopi? «Molto semplici - risponde Caracciolo di Vietri - intanto far comprendere ai cinesi che cos’è l’Unione europea, come si muove, quali sono le sue strategie di sviluppo in primis relativamente ai corridoi infrastrutturali».

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