Carrello della spesa, costa di più in Slovenia che a Gorizia

La situazione quest’anno si è rovesciata: è da oltreconfine che vengono ad acquistare cibo. Risparmiano dal 3% al 5%

«Vado in Slovenia a fare la spesa perché costa meno». Quante volte abbiamo sentito questa affermazione nel passato? Innumerevoli. Capitava, infatti, che i goriziani si rivolgevano spesso e volentieri alle attività commerciali d’oltreconfine per fare rifornimento non soltanto di carburante ma anche di prodotti alimentari.

Ma le cose, oggi, sono cambiate. I supermercati goriziani (e i discount in particolare) sono diventati più convenienti di quelli sloveni. O meglio: a Nova Gorica pane, carne e sale continuano a costare di meno. Ma una spesa-tipo nella sua interezza è più conveniente del 2% (ma ci sono punte anche del 5%) nella nostra città. Insomma, in Italia qualcosa si risparmia. Non cifre iperboliche ma in un momento di crisi pesantissima si guarda anche al centesimo.

Il nostro

monitoraggio

Ad evidenziarlo è il monitoraggio che abbiamo effettuato nei discount di caratteristiche similari presenti “di qua” e “di là”.

I prezzi medi evidenziano che per acquistare gli stessi prodotti (20 in tutto) ci vogliono nella nostra città 83,75 euro mentre in Slovenia se ne spendono quasi 86. Secondo alcune testimonianze che abbiamo raccolto qualche tempo fa, pare addirittura che collaboratori dei supermarket sloveni effettuino monitoraggi nei supermercati cittadini per “modellare” i prezzi a seconda di quanto viene richieste in Italia. Sarà vero? In ogni caso, la concorrenza si è fatta agguerrita e non soltanto sulla benzina e sui tabacchi.

Il monitoraggio de “Il Piccolo”, come nel caso di precedenti panieri elaborati dal nostro giornale negli anni passati, ha avuto come teatro diversi discount di Gorizia e di Nova Gorica.

Intanto, va detto che in Italia c’è una quantità considerevole di offerte e promozioni che si esplicitano secondo le modalità dell’1+1, del 3x2, dei prodotti sottoprezzo e di altre modalità concorrenziali. In Slovenia, il livello di competizione non è così esasperato. Almeno per ora.

La metodologia

adottata

Qual è stato il modus operandi utilizzato nella nostra rilevazione? Intanto, sono stati presi in considerazione prodotti della stessa marca e, in alternativa, articoli con le medesime caratteristiche, i medesimi ingredienti, la stessa provenienza, la stessa quantità.

Nessuna differenza nemmeno per quanto riguarda i negozi: la lente d’ingrandimento è stata puntata espressamente su hard-discount che fanno della politica dei prezzi aggressiva e delle offerte a getto continuo la loro bandiera. Pertanto, sono state limitate al massimo le differenze proprio per rendere il più possibile scientifica la rilevazione. Certo, capiterà sempre che qualcuno contesterà i dati da noi raccolti perché la sua esperienza personale è diversa ma, quantomeno, sono stati presi in considerazione gli importi praticati da più di un’attività, da più di un alimentari.

Le differenze

fra prodotti

Entriamo nel merito dei dati. Il pane continua ad essere più a buon mercato oltreconfine: un “problema” sicuramente non nuovo, evidenziato a più riprese anche su queste colonne dai panificatori isontini.

La manodopera più a basso costo e la tassazione meno pesante per i colleghi sloveni fa sì che il prodotto finito costi meno dall’altra parte del confine. È la solita storia della fiscalità che è “di svantaggio” per i goriziani e “di vantaggio” per i novagoriciani.

E così - per un chilogrammo di pane - vengono richiesti qui mediamente 3 euro e 19 contro l’euro e 59 centesimi richiesti a Nova Gorica. Va anche detto che, di qua, c’è una maggiore varietà di pane mentre in Slovenia, almeno negli hard discount, la scelta è più “contenuta”.

Differenze notevoli (ma a favore di Gorizia) dei prezzi del latte anche se non è stato possibile trovare la stessa marca. Un litro a Gorizia costa mediamente 59 centesimi, 40 in meno rispetto a quanto viene richiesto oltreconfine. Lo yogurt, invece, è più a buon mercato in Slovenia.

I discount nostrani si riscattano con lo zucchero (0,59 contro 1,21), il formaggio latteria (6,99 contro 7,19) e il grana che grazie ad una serie di super-offerte si paga qui 11,99 al chilogrammo contro i 16,99 richiesti in Slovenia (ma in questo caso non c’era ombra di promozioni).

Non è una sorpresa che la carne è, invece, più a buon mercato a Nova Gorica sia per quanto riguarda i “mitici” cevapcici, il bovino, il macinato, piuttosto che il roastbeef.

I golosi di biscotti, infine, è meglio si rivolgano ai discount “nostrani”: oltre a maggior scelta, finisce anche che risparmiano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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