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Trieste, fiera del futuro da record: visitatori a quota 18mila FT/VD

Cala il sipario sulla Mini Maker Faire con una stima conclusiva di 2000 presenze in più rispetto all’anno scorso

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Uno degli incontri più "insoliti" in una passata edizione del Trieste Mini Maker Faire 

TRIESTE È stata anche quest’anno un successo la Trieste Mini Maker Faire, che ha chiuso ieri la sua terza edizione con un bilancio di 18mila visitatori stimati a ridosso della chiusura del pomeriggio dagli organizzatori, duemila in più del 2015.

Tanti adulti, ma anche un gran numero di bambini, hanno ravvivato e colorato per tutto il weekend il campus dell’Ictp, girovagando tra gli stand per farsi raccontare dai makers storia e funzionamento delle loro creazioni e per vederle in azione.

[[(MediaPublishingQueue2014v1) Trieste: la Fiera degli inventori chiude a quota 18mila]]

Tra dinosauri, robot, stampanti 3d e droni, gli inventori hanno regalato al pubblico ciascuno la propria idea di futuro, il miglior antidoto possibile al nostrano “no se pol”, perché ogni creazione è frutto di tanti piccoli passi, tentativi, fallimenti, aggiustamenti e successive conquiste.

Che a volte sono il risultato di un suggerimento del pubblico stesso, molto utile per fornire ai maker riscontri concreti sulle proprie invenzioni. Un esempio per tutti, raccontato dall’ideatore di Stillaquae, Giuseppe De Lorenzo: «Grazie a questo dispositivo, che funziona come il classico gettone, è possibile preacquistare una determinata quantità di minuti d’acqua da utilizzare nelle docce delle spiagge, dei campeggi o in altri luoghi in cui sia necessario razionalizzare le risorse idriche a disposizione della collettività».

C'è anche un T-Rex al Trieste Mini Maker Faire

«In questo modo si risparmia un grosso quantitativo d’acqua, responsabilizzando l’utenza. Ma l’anno scorso, proprio qui, alla Mini Maker Faire di Trieste, si è rivolto a me il gestore di un campeggio in Alto Adige, che mi ha fatto notare che il dispositivo non distingue tra acqua fredda e acqua calda, risorsa assolutamente necessaria in montagna ma che va usata con ancor maggiore parsimonia. Così quest’anno ho implementato il sistema con dei sensori di temperatura, che distinguono tra acqua calda e fredda, facendo scorrere più velocemente la lancetta temporale nel primo caso».

Oltre al contatto diretto con gli inventori, i visitatori di Trieste Mini Maker, che anche quest’anno è stata proposta al pubblico a ingresso libero, hanno potuto ammirare esposizioni d’arte in 3d, giocare a fare gli scienziati facendo la spesa nel Pleiadi Science Market (un gran mercato all’aperto con cassette che, anziché frutta e verdura, raccolgono kit per costruire esperimenti), partecipare alla Robotic Challenge, scoprire la stampante 3d gigante Big Delta Wasp.

[[(MediaPublishingQueue2014v1) Dinosauri e robot alla Trieste Mini Maker Faire]]

Per tutto il weekend sul palco principale e nel giardino di “Science Picnic” sono state proposte tante mini-lezioni, della durata di 20 minuti ciascuna, sugli argomenti più svariati, mentre nell’aula pc si sono svolti i workshop per grandi e piccini.

Sono stati dedicati invece ai makers e aspiranti tali i seminari tecnici proposti presso lo SciFabLab, che altro non è che il laboratorio che l’Ictp mette a disposizione degli inventori. La sua nascita la racconta Carlo Fonda, che insieme a Enrique Canessa è uno dei padri della Trieste Mini Maker Faire: i due sono stati i primi in Italia, nel 2014, a proporre una fiera dell’ingegno locale. E Trieste si è rivelata terreno fertile.

«Con la Trieste Mini Maker Faire abbiamo stabilito un contatto diretto con la comunità di inventori presente sul territorio. Come Ictp ci siamo chiesti perché non mettere a disposizione dei makers un luogo dove riunirsi per tutto l’anno per sviluppare e realizzare idee. Così a maggio c’è stata la prima Trieste Mini Maker Faire e ad agosto è nato lo SciFabLab, il primo Fab Lab del Friuli Venezia Giulia, utilizzabile gratuitamente dagli inventori previa presentazione di un loro progetto». Per saperne di più scifablab.ictp.it.

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