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Trieste, Ferriera: dai grillini a Dipiazza il muto corteo dei politici

L’ex sindaco: «Ho chiesto scusa al Comitato». Menis guida la delegazione M5S. Indipendentisti con le bandiere. Fogar: «Sgradevoli tentativi di strumentalizzare»

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Le dimissioni di Debora Serracchiani e Roberto Cosolini sono state il leit motiv della protesta 

TRIESTE Il messaggio lanciato alla vigilia del corteo dagli organizzatori del Comitato 5 Dicembre al mondo della politica era stato chiarissimo: niente comizi elettorali perché la protesta anti Ferriera non deve trasformarsi in una passerella in vista della tornata elettorale. E in effetti così è stato.

Le presenze politiche al corteo di ieri pomeriggio ci sono state sì, e tante, ma tutte all’insegna del “low profile”. Niente simboli o slogan. Commenti rilasciati con il contagocce. Una presenza discreta che poteva quasi passare inosservata. Da destra a sinistra passando per i movimenti indipendentisti e per il folto gruppo dei pentastellati.

Già alla partenza da Foro Ulpiano, i diversi gruppi scelgono la loro posizione senza dare troppo nell’occhio. I primi ad arrivare sono gli esponenti del centrodestra, con in testa il candidato sindaco Roberto Dipiazza.

Una sorpresa, in quanto l’ex primo cittadino aveva annunciato la sua presenza a corteo in corso, dopo aver tifato Triestina allo stadio Rocco nello spareggio salvezza: «È troppo importante essere presenti quando si ha a che fare con la salute dei cittadini. Mi sono incontrato con i rappresentanti del Comitato e ho chiesto loro scusa per tutto quello che non sono riuscito a fare in passato sulla questione Ferriera».

Accanto a Dipiazza, tra gli altri, il braccio destro ed ex assessore Giorgio Rossi e il candidato sindaco di Muggia Stefano Norbedo. Si sfila in mezzo al corteo in silenzio o quasi. L’unico a muoversi lungo il torpedone è il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale Everest Bertoli che indossa una maglietta bianca che non può passare inosservata: “A Trieste chiudono i giardini, ma non la Ferriera”. Una citazione di Giorgio Cecco di Fareambiente, come appare in calce.

Accanto c’è il gruppo della Lega Nord, con in testa il segretario provinciale Pierpaolo Roberti e il deputato Massimiliano Fedriga. «È importante che i segnali questa volta arrivino dai cittadini» è il messaggio lanciato. Un po’ più defilato il consigliere Danilo Slokar.

Le uniche bandiere sono quelle tricolori e quelle rosse con l’alabarda degli indipendentisti. Tra loro, a sfilare con il Coordinamento dei lavoratori portuali, c’è Nicola Sponza di “Uniti Per Trieste”. In testa al corteo l’altro candidato sindaco indipendentista Vito Potenza.

Compatto il gruppo del Movimento 5 Stelle con i consiglieri comunali e regionali ad accogliere il leader Luigi Di Maio sbarcato da Roma per l’occasione. Sfilano dietro ad uno dei tanti striscioni di protesta che chiedono la chiusura dell'area a caldo della Ferriera.

«È un fatto importante e molto positivo che oggi non ci siano simboli dei partiti politici. Questa è una battaglia della città» afferma il candidato sindaco Paolo Menis. La vera notizia è che il collega Stefano Patuanelli è vestito di tutto punto, giacca scura e camicia bianca. Lui che di solito predilige il casual.

«L’ho visto così solo quando celebra i matrimoni» scherza Paolo Bassi del Gruppo Misto. Si vedono anche Marco Prelz di “Stop Prima Trieste”, il candidato sindaco Marino Sossi di “Sinistra per Trieste” e Luca Chiavegatti candidato di Fratelli d’Italia che sfila con tanto di mascherina di protezione antismog sul volto. Spunta anche Paolo Rovis di Un’Altra Trieste Popolare: «Una questione di coerenza. Ero presente allo scorso corteo e dunque ci tenevo ad esserci anche in questa occasione».

Scontata la presenza di Maurizio Fogar della lista civica “No Ferriera Si Trieste” che definisce «sgradevole il tentativo di strumentalizzazione del corteo da parte di alcune forze politiche, M5S in testa». Alla fine a prendere la parola in piazza Unità sono solo i cittadini. Gli esponenti politici ascoltano in silenzio. Il monito «niente comizi elettorali» è stato metabolizzato.

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