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Trieste, i vertici della magistratura in Ferriera

Sopralluogo del procuratore capo Mastelloni e del pg Grohmann. Oggi alle 17 il corteo del Comitato 5 dicembre

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L’area a caldo della Ferriera, uno dei punti costantemente sotto monitoraggio 

TRIESTE I vertici della magistratura inquirente di Trieste e del Friuli Venezia Giulia entrano in Ferriera per mettere il dito, di persona, tra gli impianti interessati dalle misure di abbattimento delle emissioni industriali a carico di Arvedi.

Un atto di cortesia, di distensione istituzionale? O forse il sintomo di una qualche impellenza, ambientale e penale insieme, che impone a questi stessi magistrati di uscire dalle stanze di Foro Ulpiano senza poter delegare, come da prassi, il lavoro sul campo? O cos’altro ancora, sennò?

La risposta resta sotto la campana del riserbo investigativo. Il dato di fatto, invece, è che il caso ha voluto che il sopralluogo congiunto compiuto a Servola da Carlo Mastelloni e Dario Grohmann, rispettivamente procuratore capo di Trieste e procuratore generale presso la Corte d’appello del capoluogo competente per distretto sul Friuli Venezia Giulia, sia andato in scena praticamente alla vigilia del corteo anti-Ferriera.

Quello, organizzato dal Comitato 5 dicembre, che partirà questo pomeriggio alle cinque proprio da Foro Ulpiano per finire verso sera ai piedi del palazzo della Regione e del Municipio, per il cui rinnovo delle cariche si va alle urne fra due settimane. Un corteo che si annuncia peraltro zeppo di candidati locali e nobilitato in particolare dal big grillino Luigi Di Maio, che alle 16.45 incontrerà gli attivisti M5S in piazza Oberdan al capolinea del tram.

La separazione dei poteri insomma - principio sacrosanto delle democrazie in base al quale, fra le altre cose, il potere giudiziario ha il dovere di tirare dritto a prescindere dal momento politico contingente - può generare, come in questo caso, coincidenze apparentemente fuori tempo.

«Il procuratore capo di Trieste, Carlo Mastelloni, il procuratore generale, Dario Grohmann, il pm titolare dell’inchiesta, tecnici ed esperti, hanno compiuto un sopralluogo nell’impianto della Ferriera, la Siderurgica Triestina, nell’ambito delle inchieste aperte in Procura su questioni ambientali, in particolare per le emissioni registrate, e in materia di sicurezza del lavoro.

Secondo quanto si è appreso, i magistrati hanno controllato l’efficienza di alcuni impianti dopo le novità strutturali compiute. Il sopralluogo è durato un paio d’ore». Questo il testo integrale di un lancio d’agenzia pubblicato alle 12.10 di ieri in seguito a una comunicazione, uscita dalla Procura, che evidentemente non collocava temporalmente tale visita. Si era, come detto, alla vigilia del corteo.

In realtà, da quanto si è saputo poi nel corso della giornata, il sopralluogo - programmato - dev’essere avvenuto qualche giorno prima, mercoledì scorso, attorno all’ora di pranzo. A prenderne parte, con Mastelloni e Grohmann, sarebbero stati un paio di funzionari della polizia giudiziaria (quella che, per la cronaca, compie periodicamente sopralluoghi su mandato della Procura per verificare l’efficacia o meno degli annunciati miglioramenti anti-inquinamento) e i pm Cristina Bacer e Nicola Russo.

Sono i due sostituti procuratori oggi titolari dei fascicoli aperti sulla Ferriera - in larga misura per l’ipotesi di imbrattamento derivanti prevalentemente da esposti dei servolani - che nel corso del tempo hanno raccolto l’eredità dei colleghi Antonio Miggiani e Giorgio Milillo e, prima ancora, del pm “storico” della materia Federico Frezza.

Va detto che il sopralluogo di mercoledì, reso noto ieri, è l’atto clou (principalmente per l’alto rango dei “visitatori”) di una serie di attività d’indagine e di verifiche sul campo che si ripetono puntualmente, a cadenza più o meno mensile, all’interno del comprensorio industriale di Servola.

Specie da quando vige l’ultimo Accordo di programma firmato a Roma da Regione e Comune legato alle prescrizioni dell’ultima Aia. Specie ora che la chiusura dell’area a caldo, tema-chiave della campagna elettorale, resta più che un’ipotesi in caso di dati non corroboranti nel prossimo futuro. Dall’azienda non escono reazioni. Dalla magistratura, invece, escono segnali. Voluti o meno non importa. Segnali che vogliono dire che la Ferriera è sempre nei pensieri di Foro Ulpiano.

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