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Trieste, il bando che fa infuriare gli albergatori

Nel mirino il palazzo di via San Nicolò 5 che la Cciaa vuole vendere e la sua ristrutturazione: «La paghi la futura proprietà»

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Un’immagine dell’Expo Mittelschool: il palazzo è ora in vendita 

TRIESTE Il suo destino è evidentemente quello di dividere e far discutere. Oltre che di innescare una serie di polemiche. Parliamo dell’Expo Mittelschool, il locale situato all’interno dello stabile di via San Nicolò 5, di proprietà della Camera di commercio, che nel corso degli anni ha rivestito il ruolo di vetrina enogastronomica dei prodotti e delle eccellenze del territorio.

Polemiche scattate già nell’estate del 2012, quando il sito si era trasformato da scuola di cucina e contenitore di eventi, in un vero e proprio ristorante e vinoteca sotto la gestione del presidente della Fipe Bruno Vesnaver e dello chef Luca Morgan.

Una gestione preceduta dai malumori di ristoratori ed esercenti, poi rientrati, e conclusasi dopo tre anni e mezzo di attività, alla fine del 2015. Da quel momento le serrande del locale sono rimaste chiuse. Ma le polemiche no. Per ripresentarsi puntali adesso.

Stavolta a scendere sul piede di guerra sono gli albergatori. Non è un mistero che la Camera di commercio abbia manifestato l’intenzione di voler vendere l’intero palazzo che si sviluppa su cinque piani e dunque compreso il sito dell’Expo Mittelschool ospitato al piano terra. I rumors dicono che ci sia già stata una manifestazione di interesse in tal senso da parte di una catena alberghiera straniera, che dunque sarebbe in pole position per la gestione della struttura.

Si fa il nome del gruppo tedesco “Motel One”, nato una quindicina di anni fa a Monaco di Baviera e che conta su oltre 50 strutture in tutta Europa, dal Belgio all’Olanda, dalla Svizzera alla Gran Bretagna, e pronto peraltro a sbarcare anche in Italia, con un’offerta “low cost” indirizzata in modo particolare verso il target delle famiglie e con un giro d’affari superiore ai 300 milioni di euro.

Il problema - fanno sapere gli albergatori - riguarda il costo della ristrutturazione dell’immobile che dovrebbe aggirarsi intorno ai 9 milioni di euro (si parla invece di 12 milioni per il valore dell’intero palazzo) e che sarebbe, il condizionale è d’obbligo, in capo alla stessa Camera di commercio.

«Ben venga la vendita dell’immobile e non è importante se si tratta di una società straniera piuttosto che italiana - spiegano alcuni operatori, che vista la delicatezza della questione preferiscono non uscire allo scoperto e che ieri si sono ritrovati nella nuova sede di Confcommercio di via Mazzini per un primo incontro che a tratti è stato particolarmente animato ed infuocato, ma che ha visto gli albergatori esprimersi in modo compatto sulla questione.

«Il problema è che non è giusto che la ristrutturazione venga eseguita con soldi pubblici. Un imprenditore che arriva qui e che vuole investire deve farlo con risorse personali e dunque tirando fuori i soldi di tasca propria, altrimenti non ci stiamo. Le regole devono essere certe e uguali per tutti. Altrimenti si tratta di concorrenza sleale».

Dunque un messaggio chiaro che viene spedito a chi di dovere. Un «no comment» arriva invece dalla presidente di Federalberghi Trieste Cristina Lipanje, a sua volta presente all’incontro, ma che al momento preferisce non rilasciare dichiarazioni, rimandando qualsiasi commento ad un comunicato ufficiale che arriverà nei prossimi giorni quando la situazione si sarà opportunamente delineata.

Arrivano invece le precisazioni del caso da parte del presidente camerale Antonio Paoletti. «Non corrisponde assolutamente al vero che la Camera di commercio ha intenzione di spendere quei soldi per la ristrutturazione dell’immobile. Le risorse che abbiamo le vogliamo investire sul Parco del mare - chiarisce Paoletti -. Ci sono delle trattative in piedi con tre gruppi internazionali, il che è un buon segnale per l’appeal turistico del nostro territorio, ed a breve scatterà il bando per la gestione del sito, al quale potrà partecipare chiunque, compresi i nostri albergatori con i quali peraltro mi sono già incontrato e che dunque conoscono perfettamente la situazione». Il futuro dunque del palazzo dell’Expo Mittelschool è ancora tutto da scrivere. Polemiche comprese.

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