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Trieste, la battaglia elettorale sale sul Tram: «Allunghiamolo»

L’icona triestina spopola trasversalmente nei programmi dei candidati . C’è chi vuole allungarlo sino a Campo Marzio e chi portarlo sino ai Topolini

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Il tram di Opicina 

TRIESTE Un tram chiamato desiderio. Sarà anche “nato disgrazià”, ma è la vera guest star dei programmi elettorali delle prossime amministrative. Il suo allungamento fino al mare va di moda alla pari dei quello del Canale di Ponterosso. Il “tram de Opcina” (citando la canzone) è come la “bora che viene e che va”. Stop and go. E così tutta la sua storia ormai ultracentenaria. Non si contano le sue fermate (a volte lunghe) e le sue ripartenze difficoltose.

Nel programma di Roberto Cosolini, il sindaco che ha speso più di due milioni e mezzo di euro per rifare i binari, la Tranvia di Opicina occupa un posto di rilievo al capitolo dedicato al turismo assieme al trenino per il Porto Vecchio. Così si legge: «Realizzare, grazie al treno del Porto Vecchio e all’allungamento del Tram di Opicina, un vero e proprio itinerario turistico su rotaia che unica mare, centro storico e Carso». In quello di Roberto Dipiazza, invece, il Tram di Opicina spunta all’ultimo punto (numero 27), quello dedicato ai “grandi progetti”: «Realizzare un collegamento veicolare tra piazza Oberdan e le rive al fine di dare prosecuzione all’attuale servizio tranviario». Nel 2004 l’ex sindaco, al primo mandato, staccò un assegno di 7milioni e 800 mila euro per la revisione della storica tranvia.

Al Tram di Opicina dedica un lungo paragrafo anche Alessia Rosolen, candidata sindaco di Un’Altra Trieste Popolare: «Trieste merita la valorizzazione del “Tram di Opicina” mediante l’allungamento del percorso verso le Rive e poi fino al polo “Salone degli Incanti Magazzino Vini” oppure Campo Marzio per costituire un simbolico e suggestivo collegamento unico fra mare e Carso. Il tram fungerebbe così da mezzo utilmente inserito nel sistema del trasporto pubblico locale e, al contempo, da attrattiva turistica e collegamente tra siti di interesse». Dall’altipiano si potrebbe andare all’Ausonia o al Pedocin in tram. Meglio che con il trenino del Porto Vecchio che arriva “quasi” a Barcola.

Sulla trenovia Trieste-Opicina sale anche Iztok Furlanic (Sinistra Unita) che l’allunga fino a Barcola. «Non può limitari as essere un linea esclusivamente o prevalentemente turistica, ma servire anche ai triestini per spostarsi in città». E quindi? «Nella Trieste futura - si legge nel programma - vi dobra essere in primis un prolungamento dell’attuale linea tranviaria dall’attuale capolinea di piazza Oberdan sino alle rive cittadine. Inoltre si dovrà pensare ad una linea completamente nuova che possa partire da Campo Marzio e lungo le rive, possibilmente liberate dalle auto, arrivare almeno sino alla pineta di Barcola». Altro che trenino in Porto Vecchio. Persino la Lista civica Vito Potenza, in un programma dal cuore indipendentista, cita “il vecchio tram a cremagliera che si inerpica verso Opicina”.

La Trenovia di Opicina ha la caratteristica unica in Europa di possedere un tratto di circa 800 metri in forte pendenza (fino al 26%). La linea è lunga poco più di 5 chilometri. La concessione per la costruzione fu emanata il 28 ottobre 1901, e la linea, progettata dall’ingegner Geiringer fu inaugurata il 9 settembre del 1902.

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