Svolta sul caso Acquario La bonifica parte a giugno

Il Comune di Muggia conferma l’avvio del cantiere nel terrapieno inquinato Ok al progetto esecutivo per la passeggiata a mare e i due parcheggi da 100 posti

MUGGIA. Dal gennaio del 2017 Acquario verrà riconsegnato ufficialmente alla cittadinanza. È arrivata la tanto attesa svolta nella complicatissima vicenda del terrapieno inquinato di Muggia, da oltre un decennio interdetto alla cittadinanza. L’assessore ai Lavori pubblici Marco Finocchiaro esulta: «A luglio partiremo con i lavori del primo lotto di bonifica. Dopo 13 anni si potrà tornare a fare il bagno in mare davanti ad Acquario». L’ultima Conferenza dei servizi convocata dalla Direzione dell’Ambiente della Regione aveva fatto presagire che, finalmente, il lunghissimo iter procedurale per la bonifica del terrapieno muggesano fosse giunto a conclusione. La conferma è arrivata dal Municipio rivierasco con l’approvazione del progetto esecutivo del primo stralcio che riconsegnerà alla fruibilità pubblica tutta la passeggiata a mare di 900 metri e due parcheggi da quasi 100 posti, uno all’inizio e l’altro alla fine del terrapieno.

Spesa complessiva del primo lotto di lavori? Poco meno di un milione di euro. Tempi previsti? Cinque mesi a partire da luglio, quando si aprirà il cantiere. «Dopo aver approvato nel giugno scorso il progetto definitivo di messa in sicurezza e bonifica del terrapieno, dopo anni trascorsi a cercare di rivalersi su chi aveva causato l’inquinamento, anni a fare caratterizzazioni, analisi dei rischi e progettazioni varie, alla presenza di una ventina di enti che a ogni conferenza di servizi chiedevano nuove analisi per scongiurare ogni possibile e immaginabile rischio per la salute umana, e dopo avere eseguito i lavori urgenti di messa in sicurezza del terrapieno a causa delle mareggiate, il Comune di Muggia ha ottenuto dalla Regione la possibilità di sostituirsi ai veri responsabili dell’inquinamento e poter intervenire nelle bonifiche», racconta Finocchiaro. «Quello che bisogna ricordare è che in tutta questa vicenda - puntualizza il vicesindaco Laura Marzi - il Comune di Muggia è parte lesa in quanto sostituendosi a chi ha causato l’inquinamento, come previsto dal Codice dell’ambiente, con grande fatica e impegno finanziario sta procedendo nelle bonifiche per rivalersi poi su chi ha causato l’inquinamento stesso».

L’intervento prevede dunque la messa in sicurezza di gran parte del terrapieno con «tecniche innovative e rispettose dell’ambiente, ma anche economiche, rispetto alla soletta in calcestruzzo prevista nel progetto definitivo generale». La principale variazione in questo caso è anche economica in quanto invece dell’impegno finanziario previsto a inizio anno - possibile solo con l’alienazione di beni immobili da parte dell’Amministrazione - vi si farà fronte ora con un avanzo di bilancio derivante da oneri di urbanizzazione accertati a fine dell’esercizio finanziario 2015. Un’operazione pari a circa 850mila euro, ai quali si sono aggiunti ulteriori 122mila euro, provenienti da una sponsorizzazione privata. «Visto il particolare momento nel quale si prevedeva di finanziare l’opera con la vendita di immobili pubblici dismessi, cosa particolarmente difficoltosa in tempi di crisi del mercato immobiliare, il Comune farà fronte con altri capitoli di spesa specifici, senza necessariamente vendersi i gioielli di famiglia», aggiunge Finocchiaro.

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