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Il Tiramisù è bisiaco “Paternità” su un libro ma il Veneto insorge

Trovate le prove sulla primogenitura del dolce: portano a Pieris Giovedì la presentazione. Il governatore Zaia: «Hanno copiato»

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Il Tiramisù? È nato a Pieris. A dirlo non è Flavia Cosolo, la figlia di Mario, il patron dello storico locale “Il Vetturino” che negli anni ’30 inventò una coppa a base di uova, zucchero, cioccolato, ma non mascarpone, ribattezzata “Tireme su” già alla conclusione della seconda guerra mondiale. Questa volta a sostenere la primogenitura bisiaca del dolce italiano più famoso nel mondo sono gli foodwriter, piemontesi, Clara e Gigi Padovani nel libro “Tiramisù. Storia, curiosità, interpretazioni del dolce italiano più amato” (Giunti editore) che viene presentato oggi al Salone del libro di Torino. Sollevando già delle polemiche in terra veneta o, per la precisione, trevigiana. Tanto da spingere il governatore Luca Zaia a dichiarare: «Sulla paternità del Tiramisù possono anche scrivere che l’hanno inventato in Bulgaria, ma la realtà storica, documentata e certificata persino con un atto notarile è scolpita nella pietra: lo ha inventato Ada Campeol, con l'aiuto del cuoco Paolo “Loli” Linguanotto, alle Beccherie di Treviso, in quella culla della gastronomia tipica che si chiama Veneto. Se altri hanno copiato la ricetta hanno fatto bene perché è il dolce più buono e genuino del mondo, ma sempre copiato hanno».

Nella prima parte del libro, però, gli autori sostengono, con tanto di prove recuperate da ricerche di archivio e interviste con i testimoni, che il tiramisù non è nato a Treviso nel 1970 al ristorante Beccherie bensì a Pieris. La presentazione del volume giovedì prossimo, alle 17, nella Galleria comunale d’Arte contemporanea, primo evento assoluto della nuova edizione di “Terre di magici sapori”, rischia quindi di rubare, almeno in parte, la scena allo chef pluristellato Antonino Canavacciuolo, atteso alle 18. Assieme agli autori ci saranno lo chef sloveno Tomaz Kavcic, Flavia Cosolo, il coro del Gruppo costumi tradizionali bisiachi.

«Ci sono voluti due anni di indagini, archivi consultati, libri analizzati, interviste con i testimoni per venirne a capo - raccontano gli autori - La prima parte del libro contiene le prove che il tiramisù non è nato a Treviso, come inizialmente credevamo, bensì in Friuli Venezia Giulia, tra Pieris e Tolmezzo». In questo caso per mano di Norma Pielli, dell’Albergo Roma. Il volume contiene comunque le “quattro ricette originali”, create tra il 1935, a Pieris, e il 1970. Seguono 16 “diversamente tiramisù” preparati da Clara Padovani e le 23 variazioni sul tema di venti grandi chef, di un pasticcere, di un cioccolatiere e di un gelatiere. Che la Coppa Vetturino si fosse trasformata in “Tireme su” subito dopo la conclusione della seconda guerra mondiale per le figlie Gianna e Flavia comunque l’ha dimostrato già due anni e mezzo fa un manifesto realizzato da un disegnatore nel cantiere navale, Riccardo Maserotti, e spuntato fuori in alcune foto riscoperte in un ripostiglio di casa Cosolo. Il reportage di Clara e Gigi Padovani, autori di oltre venti libri, molti tradotti all'estero, incomincia proprio a Pieris per spostarsi a Tolmezzo, si sofferma a Treviso, prosegue nel Lodigiano e arriva fino nel Maryland, perché ne rivendica la paternità anche un cuoco campano, ora negli Usa. L'indagine fa tappa anche a Venezia e a Roma, perché la diffusione nazionale del dolce avvenne grazie all’industria e al turismo.

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