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Commessa russa per Nidec Asi che assume

Centocinquanta posti tra 2016 e 2017. Ordinati 244 motori (125 milioni di euro) per il pompaggio di gas a -60 gradi

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L'ingresso dello stabilimento Nidec Asi di Monfalcone (Foto Bonaventura) 

MONFALCONE Nuove commesse russe alla Nidec-Asi, si tratta di ordini per ben 244 motori elettrici da 125milioni di euro per il settore Oil&Gas. E per lo stabilimento di Monfalcone, cuore della produzione, già alle prese con altre commesse russe e super lavoro, servono altre braccia. Le iniziali 100 assunzioni di cui si parlava qualche mese fa ora salgono a 150. Il piano prevede di arrivare a regime entro due anni, prima di Natale sono già state assunte 26 persone, altre 74 probabilmente nel corso del 2016 e le altre 50 nel 2017. Commesse e organizzazione del lavoro permettendo visto che con i sindacati di recente è stato anche necessario raggiungere un accordo per garantire la produzione durante tutti i sabati per almeno sei mesi con premi (750 euro, solo per Monfalcone, la cifra più alta del gruppo) e straordinari per garantire le commesse.

Stavolta l’accordo da 125milioni è stato stretto con Russian Elecrtic Motors (Rem, la joint-venture Transneft-Konar) e prevede di ingegnerizzare e produrre 244 motori elettrici. Servono al colosso russo della distribuzione petrolifera (Transneft) che deve modernizzare il suo parco motori installati sui sistemi di pompaggio della sua attuale rete di gasdotti (circa 80mila chilometri) per contribuire a migliorare produttività ed efficienza energetica.

«Con questa commessa e questa partnership, risultato di un lungo e altamente qualificato lavoro tecnico congiunto con Transneft e Konar, Nidec ASI continua a crescere e dimostra una capacità progettuale unica: soluzioni ad alta tecnologia, progettazione su misura, capacità di adattamento a normative locali e a condizioni estreme – commenta Giovanni Barra, Chief Executive Officer di Nidec Asi – I motori elettrici di alta potenza sono da sempre uno dei punti di forza delle nostre tecnologie a livello di Gruppo».

L’accordo, spiega l’azienda, prevede specifiche soluzioni di ingegneria che rispettano le normative internazionali e quelle specifiche russe, per la realizzazione di motori fino a 8 megawatt di potenza e adatti al funzionamento anche a -60° gradi, con elementi ad alta efficienza. Nel contratto c’è anche la progettazione di una fabbrica per la produzione locale a Chelyabinsk, ai piedi della catena montuosa degli Urali. Nidec ASI garantirà anche la formazione tecnica allo staff degli impianti. Una volta ultimata, la fabbrica continuerà a servire il mercato nazionale russo.

Grazie a questo accordo, annuncia Nidec-Asi, la linea di produzione italiana a Monfalcone amplierà nel 2016 e 2017 la propria capacità produttiva e assumerà circa 150 persone. «La progettazione di macchine ad altissima affidabilità per le applicazioni pesanti come le pipeline Oil&Gas negli ambienti con condizioni climatiche estreme - spiega una nota tecnica - come l’inverno russo, è uno dei punti di forza della multinazionale italiana».

Le trattative con diversi clienti russi stavano proseguendo da mesi, continuano tuttora, soprattutto nel settore Oil&gas, e si attendevano prima o poi gli ordini effettivi. Una situazione di decollo per lo stabilimento monfalconese che tempo sta preparando la fabbrica alla nuova ondata di lavoro. Proprio per questo l’azienda ha firmato un accordo su una nuova “modularizzazione dell’orario di lavoro” per far fronte agli ordini. Un’intesa che poi è stata approvata a larga maggioranza dai lavoratori. «Un accordo di flessibilità - aveva spiegato Nidec-Asi - che punta a sostenere un aumento della domanda di produzione internazionale». Un nuovo assetto produttivo e l’organizzazione del lavoro in “chiave tedesca” per questo stabilimento che è in mano ai giapponesi. Già mesi fa la stessa Nidec aveva parlato di nuove assunzioni, ma ora la situazione probabilmente è andata anche oltre alle previsioni. Per tamponare queste esigenze, richiedendo una flessibilità estrema a sindacati e lavoratori, la stessa Nidec aveva avanzato una proposta straordinaria. Visto infatti che Monfalcone scoppia di lavoro mentre le altre due sedi di Montebello Vicentino e Genova stanno soffrendo invece di mancanza di commesse, ecco la richiesta di spostare alcune persone per evitare tagli e licenziamenti. Trenta persone da spostare da Genova a Monfalcone e altre 25 da Montebello Vicentino. Un’operazione che dovrebbe essere conclusa entro metà maggio, ma che ha sollevato grandi preoccupazioni da parte dei sindacati e dei lavoratori che hanno fatto alcune proteste nei due stabilimenti in concomitanza con lo sciopero nazionale per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici.

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