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Uti, nasce la Provincia-bis tra competenze e incognite

Sul fronte amministrativo cambia poco per il cittadino, si rivolgerà al proprio Comune. Rivoluzione per i dipendenti, i sindaci avranno meno autonomia

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Cambierà poco, se non nulla, per i cittadini. Cambierà parecchio per i dipendenti che dovranno iniziare a ragionare in termini “sovracomunali”. Cambierà molto per i sindaci che si vedranno spogliare di parecchie funzioni, al pari dei consigli comunali che avranno meno possibilità di incidere.

Ieri mattina è nata ufficialmente, a San Lorenzo Isontino, l’Uti Collio-Alto Isonzo: un momento importante e che coincide con il superamento, senza ritorno, dell’ente Provincia. Ma quali saranno i cambiamenti per i cittadini? Pochissimi, almeno per il momento, almeno secondo quanto si sa su un tema piuttosto “fumoso”.

Gli uffici continueranno a rimanere al loro posto: il cittadino, per intenderci, farà la carta d’identità, richiederà questo o quel certificato, pagherà le tasse nel Comune di residenza. Semmai, Comuni che non assicurano determinati servizi, dai prossimi mesi ce li avranno. Un esempio? Il Comune di Mossa che da anni ormai non ha più il vigile urbano, potrà avvalersi del servizio assicurato dall’Uti: all’occorrenza arriveranno in paese agenti della polizia municipale di Gorizia, piuttosto che di Farra, Gradisca o Cormòns. L’obiettivo, insomma, è di migliorare i servizi e abbassare i costi, ragionando in termini sovracomunali.

«Cosa cambia per il cittadino? I Comuni - spiega il sindaco Ettore Romoli - continueranno ad esistere: delegheranno alcune funzioni all’Uti che, di fatto, diventerà una sorta di superComune. I dipendenti, in parte, continueranno ad essere comunali, gli altri (quelli lavorano nei settori trasferiti all’Unione intercomunale) passeranno in forza alle Uti».

La “migrazione”

delle funzioni

La riunione di ieri mattina è stata importante anche perché ha consentito di definire una “calendarizzazione” del passaggio delle funzioni dai Comuni all’Uti.

«Intanto, va detto che tutta la vicenda delle Unioni intercomunali continua ad essere sub judice: siamo in attesa di conoscere l’esito del Tar che si pronuncerà il 26 maggio prossimo. Se non dovessero emergere ostacoli e tutto - spiega il sindaco Ettore Romoli - filerà liscio, intendiamo trasferire le seguenti funzioni fra il primo luglio 2016 e il primo gennaio 2017: si tratta del servizio statistica, del coordinamento della Protezione civile, del catasto, del coordinamento dei progetti europei, della polizia municipale, del settore informatica, del Suap (Sportello unico attività produttive). Tutte le restanti funzioni verranno trasferite all’Unione intercomunale a partire dal primo gennaio 2018».

Dalla Provincia

l’edilizia scolastica

L’unica funzione che l’Uti otterrà “in eredità” dalla vecchia Provincia riguarda l’edilizia scolastica. «Così almeno sembra - sottolinea l’assessore comunale al Bilancio, Guido Germano Pettarin -. Visto che tutta la vicenda Uti non brilla per chiarezza va mantenuto il condizionale. La Provincia ha già annunciato che trasferirà 24 dipendenti (12 all’Uti Collio-Alto Isonzo, 12 all’Uti del Monfalconese) alle Unioni intercomunali: personale che si occupa e dovrebbe continuare ad occuparsi dell’edilizia scolastica. Purtroppo, sulle Uti l’unica certezza è che sono venute a esistere alle 24 del 15 aprile. Per il resto è un... salto nel buio».

La partita

dei vigili urbani

Importante la questione relativa ai vigili urbani: tutti quelli impegnati nei vari Comuni entreranno a far parte, di fatto, di un corpo unico.

«I vigili continueranno ad agire principalmente nel territorio di competenza (ovvero nelle municipalità in cui sono stati assunti) ma potranno anche essere impiegati anche in altri Comuni dell’Uti». Chi deciderà? Chi sarà il “comandante dei comandanti”? «Il punto di riferimento sarà il dirigente del Comune di Gorizia che è l’unico a rivestire un ruolo apicale: nella fattispecie Marco Muzzatti», conclude l’assessore Pettarin.

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